Nel tardo pomeriggio di giovedì 4 dicembre gli agenti del locale distaccamento di Polizia Stradale di Cerignola, diretti da Pasquale Marinelli, coordinati dal comandante provinciale Giovanni Piemontese, hanno scovato una centrale di riciclaggio di autovetture situata all’interno di due capannoni poco distanti dal centro abitato in Contrada Canneto Vecchio. Le informazioni riservate acquisite dai poliziotti durante le ultime settimane di attività investigativa viravano nelle direzione anche di un possibile deposito di armi; per tali ragioni gli stessi hanno fatto irruzione nella zona rinvenendo un’officina dedita alla ‘macellazione’ dei veicoli rubati, in uno dei due capannoni, e di fronte allo stesso l’altro allestito a magazzino con tutti i pezzi custoditi e catalogati. Nella centrale operativa della ricettazione vi era tutta l’utensileria necessaria all’attività criminosa: fiamma ossidrica, carrello elevatore, uno jammer – strumento elettronico utilizzato per neutralizzare il segnale gps satellitare – e tanto altro.

Al momento dell’irruzione nell’officina erano in via di cannibalizzazione una Fiat 500 e una Citroen C3, entrambe con pochi mesi di vita, risultate dopo i controlli rubate rispettivamente il 3 e 4 dicembre stesso nella zona del barese. Tra le parti inventariate anche una serie di propulsori, circa una ventina, appartenenti ad auto di media e grossa cilindrata, di note aziende quali Bmw, Mercedes, Audi, Citroen, Fiat, tutte di recentissima costruzione. Inoltre, parti di carrozzerie catalogate, sportelli, parafanghi e paraurti pronti per essere immessi nel mercato parallelo.

Dopo diverse ore, necessarie per ricostruire la provenienza dei pezzi ricettati, si è quantificato il valore della refurtiva, circa 80 mila euro. Le indagini, intanto, proseguono per risalire all’identità delle automobili rubate e ormai completamente spezzettate, anche grazie ai numeri di serie delle carrozzerie e dei motori. I due capannoni erano stati fittati dal proprietario, sembra con un regolare contratto, a un commerciante di Cerignola, che opera in un settore diverso da quello automobilistico, che è stato denunciato in stato di irreperibilità, per ricettazione, riciclaggio e violazione dei sistemi di comunicazione all’autorità giudiziaria. In più, è stato denunciato, in stato di libertà, anche il proprietario dei due magazzini.

Un’operazione, questa, che unitamente a quanto già fatto nei mesi scorsi testimonia l’incessante attività da parte delle forze dell’ordine nel contrastare l’ormai dilagante fenomeno dei furti e del riciclaggio di autovetture e parti delle stesse. Si tratta, in verità, di una pratica molto in uso negli ambienti criminali di Cerignola e che impegna, secondo recenti statistiche, un altissimo numero di malviventi, impegnati, ciascuno per la propria specializzazione; un business, questo, che muove fatturati di ingente portata.