Non sono candidato a sindaco, ma non dimentico la mia città. Per mettere la parola fine alle tante indiscrezioni di stampa, a volte fatte circolare ad arte, l’ex sindaco di Cerignola Salvatore Tatarella ha scelto la formula della lettera aperta indirizzata ai suoi concittadini e affidata alla riedizione (numero unico) di un vecchio giornale di area, che nella testata ricorda la data della sua elezione, il 5 dicembre del 1994.
A seguire, per spiegare il suo allontanamento dalla politica attiva, Tatarella pubblica anche alcuni passi della introduzione di un suo libro, a diffusione gratuita, che racconta la sua attività politica e parlamentare degli ultimi cinque anni.
Questo il testo della lettera di Tatarella.
Carissimi concittadini,
negli ultimi tempi ho ricevuto molte cortesi pressioni, di esponenti politici, semplici cittadini, professionisti e imprenditori, affinché accettassi di candidarmi nuovamente a Sindaco della nostra Città. Ancor più recentemente alcune notizie di stampa hanno ipotizzato tale possibilità, abbandonandosi a congetture destituite di ogni fondamento. Ciò mi ha indotto a rendere esplicita e pubblica una mia decisione, già nota a quanti mi hanno personalmente interpellato.
Non nascondo che gli insistenti inviti a candidarmi, accompagnati sempre da lusinghieri e spesso esagerati apprezzamenti alla precedente mia amministrazione, mi hanno sinceramente commosso, gratificato e, in qualche modo, rinfrancato da precedenti amare delusioni. Ho ringraziato vivamente ognuno degli interlocutori per la considerazione e, in alcuni casi, per il sincero affetto manifestatimi, ma, nel contempo, ho sempre espresso a tutti, con chiarezza e fermezza, la mia assoluta indisponibilità, senza mai far intravedere una pur minima possibilità di ripensamento.
Non sono un ingrato. Non ho dimenticato e non dimenticherò mai la Città che mi ha dato i natali e le tante straordinarie soddisfazioni che mi ha riservato. Conserverò sempre nel mio cuore la stima e l’affetto di tanti comuni cittadini, insieme al ricordo della mia stagione di Sindaco, delle numerose opere pubbliche eseguite, delle tante manifestazioni e iniziative organizzate o solo avviate, dei grandi sogni irrealizzati, insieme agli obiettivi mancati, del convinto sostegno della collettività cittadina e infine, non per ultima, della preziosa collaborazione di tutti gli Assessori, che mi hanno accompagnato in quegli anni, prima fra tutti la compianta prof. Rossella Rinaldi, che ha lasciato una traccia assai significativa nel campo della cultura.
Da almeno due anni avevo deciso di non più riproporre la mia candidatura al Parlamento europeo. Impegno che ho mantenuto e che intendo confermare, ora e sempre, per qualsiasi altro tipo di competizione elettorale. Non abbandono la politica, che è una mia antica passione e quasi una scelta di vita, ma di partiti e competizioni elettorali non voglio più occuparmi. Il mio tempo politico è passato e non mi ritengo un uomo per tutte le stagioni. Le ragioni di questa scelta sono riportate a retro e sono tratte dalla introduzione di un mio libro che raccoglie l’attività politica e parlamentare svolta negli ultimi cinque anni. È in distribuzione gratuita e chiunque lo voglia avere, può farne richiesta al seguente indirizzo email: 
segreteria@tatarella.it
Nessuno me ne voglia per questa scelta, né alcuno la intenda come una diserzione o un tradimento. Già in passato, assai ingenerosamente, mi è stata rivolta tale accusa, che non teneva in alcun conto, né il drammatico evento luttuoso che aveva colpito la mia famiglia e la comunità politica di An, né i miei doveri di dirigente politico. Potrei dire, come allora e senza tema di smentita, che “ho già dato”, e che l’ho fatto in tempi ben più difficili. Mi limito, invece, ad osservare che si può continuare a far politica e a servire la propria città anche in altri modi e senza bisogno di rivestire necessariamente una carica pubblica. Lo dimostrano, proprio in queste settimane, alcune idee e proposte culturali ( la progettazione della “piazza della cultura”, il gemellaggio teatrale con Napoli e Altamura nel nome di Mercadante, il Parco Archeologico di Salapia, l’associazione di scopo per il polo mussale di Torre Alemanna, Canosa, Herdonia e Ascoli Satriano, la Tenda della Solidarietà per le mense dei poveri, le Borse di studio Giuseppe Tatarella per gli studenti meritevoli, il rinnovato interessamento al funzionamento dell’Interporto, etc. ) che, a nome della Fondazione Giuseppe Tatarella, ho già avuto il piacere di proporre all’Amministrazione comunale. Su questo terreno, eminentemente sociale e culturale, fatto di proposte, progetti ed obiettivi concreti, metto a disposizione la mia esperienza, le tante relazioni costruite in questi anni e il mio impegno disinteressato e gratuito, che offro alla mia Città e ai suoi Amministratori di oggi e, se lo vorranno, di domani”.

Queste le ragioni del suo distacco dalla politica attiva
Ho deciso di chiudere con la politica attiva. Fino a qualche anno fa lo avrei ritenuto impossibile, tanta era la passione che mi animava. Oggi mi sembra la decisione più ovvia e naturale. Per nulla sofferta, è quasi una liberazione. La società italiana è cambiata profondamente e con essa la politica.. Almeno come io l’avevo intesa: un impegno ideale per l’affermazione dei principi e dei valori, nei quali, a torto o a ragione, mi ero sempre riconosciuto e un lavoro serio, costruttivo e quotidiano per concretizzarli, contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita degli italiani e del Paese. Oggi la politica è ben altro. E’ solo un mestiere , dal quale si pensa di ricavare denaro, vantaggi e opportunità. Francamente, non mi ci ritrovo. Non mi sento tagliato per questo. Meglio lasciare..Cosa farò ora? Non so a quanti possa interessare. L’uscita di scena è sempre impietosa. L’ho messa in conto, ma m’importa poco.Proverò, innanzitutto, a restituire alla mia famiglia, moglie, figli, fratelli, zii e nipoti, almeno una parte del tanto tempo che ho sottratto loro in mezzo secolo di impegno politico. La mia prima campagna elettorale risale infatti al lontano 1963. Sedicenne studente ginnasiale, attaccavo manifesti, distribuivo volantini e annunciavo comizi. Da allora non ho più smesso. Sette anni dopo, sono stato eletto per la prima volta consigliere comunale a Cerignola. Poi consigliere provinciale, consigliere regionale, sindaco, deputato europeo e deputato nazionale. Mi sembra più che giusto, quindi, tornare finalmente a quelli che restano gli affetti più veri della vita. Tornerò anche a indossare nuovamente la toga, per riprendere con una mai sopita passione per la nobile missione dell’avvocatura, solo temporaneamente abbandonata allorché decisi di dedicarmi con totalizzante impegno all’assolvimento delle pubbliche funzioni delegatemi dagli elettori. Nei ritagli di tempo, infine, proverò anche a scrivere qualcosa di più e a dare una mano disinteressata alla Fondazione Giuseppe Tatarella..”

  • srpent’

    eeeh si, credo che trovare oggi un politico che rinunci a questa sua passione, e per i Tatarella é ormai acclarato che si tratti di Passione (con la P maiuscola), in nome di una onesta politica, umana ed intellettuale sia veramente cosa rara. Sicuramente di ciò ne gioveranno le aule dei Tribunali.