«Il mondo dell’informazione sia libero e coraggioso, senza sottomissioni alle ideologie e al potere della politica e dell’economia». E’ l’esigenza che sottolinea Papa Francesco oggi davanti a dirigenti, dipendenti e operatori di Tv2000, la televisione che opera per la Cei. Un messaggio, che ci sentiamo di condividere, facilmente estendibile all’intero mondo dell’informazione, troppo spesso prigioniero di personalismi che mal si conciliano con la missione di informare in nome della verità dei fatti.

«Spesso – lamenta Papa Bergoglio descrivendo in generale il mondo dell’informazione – la comunicazione è stata sottomessa alla propaganda, alle ideologie, a fini politici o di controllo dell’economia e della tecnica. Ciò che fa bene alla comunicazione è in primo luogo la ‘parresia’, cioè il coraggio di parlare con franchezza e libertà».

«Se siamo veramente convinti di ciò che abbiamo da dire, le parole vengono. Se invece siamo preoccupati di aspetti tattici, il nostro parlare sarà artefatto e poco comunicativo, insipido. La libertà è anche quella rispetto alle mode, ai luoghi comuni, alle formule preconfezionate, che alla fine annullano la capacità di comunicare. Risvegliare le parole: ecco il primo compito del comunicatore». E quindi anche di giornalisti e giornali.

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