Una Cerignola rapinata? Si, nel vero senso della parola. Non trovano pace infatti in questo primo scorcio d’anno i tanti commercianti (e cittadini) rapinati in vario modo (di notte, di giorno, in città, in autostrada, con vetrine sfondate, ecc., ndr). Dalle boutique agli autotrasportatori, dai supermercati ai vari esercizi commerciali.

LE (SOLE) FORZE DELL’ORDINE Polizia e Carabinieri provano a fare il possibile, in una città “enorme”, con “mille problemi”, con una grandissima estensione territoriale. Infatti è da riconoscere il gran numero di arresti, proprio in relazione alle numerose rapine.

LA POLITICA Adesso è tempo di campagna elettorale e le vie sono due: interesse/disinteresse oppure demagogia. Volendo ce ne sarebbe anche una terza: la candidatura. E’ stato infatti proposto ai commercianti di fare una lista, un recinto in cui tutelare (in futuro?) i propri interessi, nella prospettiva del cambiamento.

I COMMERCIANTI Indignati e colpiti, pronti a scendere in piazza, pronti a protestare, ma poco, davvero, poco uniti negli intenti. E allora via a post sui social e iniziative spot, che nel loro piccolo fanno rumore, ma non assomigliano neanche lontanamente allo scoppio necessario in queste situazioni. Loro (i commercianti) sono da troppo tempo parte debole contro crisi e criminalità.

CHE FARE? Iniziative coordinate senza lo zampino del politico alla ricerca di visibilità. Anzi un coinvolgimento di politici a 360° con l’unico intento di aiutare i commercianti (non di trarne voti, ndr). L’esercito in questi casi non serve. Gesti e parole, per sensibilizzare un territorio culturalmente fragile e poco incline alle pratiche di legalità. Educarne 100 per sperare di salvarne 1.