STRASBURGO –  L’Unione Europea salva gli ulivi del Salento e allontana l’ipotesi di desertificazione della zona. La Puglia tira un sospiro di sollievo nonostante l’emergenza provocata dal batterio Xylella fastidiosa faccia tremare ancora centinaia di agricoltori.

Abbandonata l’ipotesi dell’eradicazione massiccia, la Commissione europea ammorbidisce la linea di azione puntando ad un intervento volto ad arginare la diffusione del batterio inquisito e quindi il contagio delle piante sane.

L’UE salva gli ulivi salentini L’esito dell’interrogazione orale, tenutasi lo scorso 30 Aprile nell’ultima sessione plenaria di Strasburgo, fa ben sperare: le piante di ulivo secolari presenti nella provincia di Lecce non subiranno nessuna eradicazione. Gli interventi drastici interesseranno esclusivamente le piante infette nei venti chilometri entro il confine della provincia leccese mentre gli arbusti presenti nel raggio di cento metri da quelli attaccati dal batterio Xylella fastidiosa (subspecie ‘pauca’) saranno oggetto di monitoraggio continuo.

L’idea è quella di creare una zona ‘cuscinetto’ che delimiti l’infezione e ne scongiuri la propagazione a nord della zona colpita.

Le parole dell’on. Gentile «Alla luce dell’incontro tenutosi a Bruxelles lo scorso 15 Aprile abbiamo deciso di presentare un’interrogazione orale in questa sessione plenaria – ha dichiarato l’onorevole Elena Gentile, intervenuta sul caso Xylella – ; la risposta dell’Unione europea alle richieste avanzate non è tardata ad arrivare e possiamo ritenerla molto positiva. I provvedimenti che si adotteranno non avranno gli effetti catastrofici temuti ma si avrà un’azione mirata alla tutela del territorio e del patrimonio agricolo della nostra terra. Si è deciso inoltre – continua l’onorevole Gentile – di far cadere l’ipotesi di embargo francese delle centodue specie vegetali provenienti dalla Puglia, azione che avrebbe avuto come conseguenza una forte crisi economica in tutta la Regione. Abbiamo determinato invece uno stop delle importazioni di piante ornamentali e da caffè provenienti dall’America Latina, in particolar modo dal Costa Rica, Paese in cui si è accertata la presenza del batterio Xylella fastidiosa».

Aiuti agli agricoltori A supporto dei numerosi agricoltori colpiti dai necessari interventi di eradicazione e ai vivaisti interessati dall’infezione, la possibilità di accedere da subito ad un fondo di solidarietà nazionale di undici milioni di euro (decreto legge in materia di agricoltura proposto dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 29 Aprile, ndr) e sussidi destinati ai trattamenti fitosanitari e alle misure per test e campionatura.

«Gli agricoltori pugliesi non saranno lasciati soli – precisa l’europarlamentare Gentile – ; la Commissione europea sta provvedendo a vagliare misure di sostegno economico anche attraverso i programmi di sviluppo rurale e i fondi di Horizon 2020, lo strumento della Commissione europea di finanziamento alla ricerca scientifica e all’innovazione. I coltivatori che subiranno nelle loro terre l’espianto delle varietà infette – conclude l’onorevole – potranno contare su un piano di indennizzi stanziati ad hoc per far fronte alla perdita economica, naturale conseguenza di questa azione».

L’On. De Castro punta sulla ricerca ed il controllo Il sostegno dell’Unione europea risulta quindi essere indispensabile soprattutto sotto l’aspetto del sussidio economico e della ricerca.

«Il contagio da Xylella fastidiosa è un’emergenza che va affrontata a livello europeo intervenendo con misure severe –  sostiene l’onorevole Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento europeo –; abbiamo bisogno di studiare questo batterio di cui non sappiamo ancora molto e di un più stretto controllo delle importazioni di materiale vegetale dai paesi Terzi. Servono ulteriori fondi pubblici destinati alla ricerca – conclude l’europarlamentare De Castro –  e servono in tempi rapidi insieme a misure compensatorie per gli agricoltori vittime del contagio che non hanno responsabilità in merito alla diffusione di questo patogeno da quarantena ma ne subiscono sia il danno diretto sia quello derivante dai costi per l’implementazione delle misure necessarie al contenimento».

I tempi stretti di cui si parlava dovrebbero portare gli eurodeputati ad esprimere il proprio voto già nella sessione plenaria con inizio previsto il prossimo 18 Maggio. Un voto che servirà ad approvare il piano europeo per combattere la Xylella fastidiosa e salvare un patrimonio storico unico al mondo.

  • Xylella fastidiosa

    Un applauso All ON.GENTILE!!! PER l impegno preso a Bruxelles
    ….Grazie a lei, sti stanno vedendo nuovi risultati incoraggianti……per questa minacciosa malattia che sta mettendo a dura prova gli agricoltori pugliesi . SPERANDO CHE IL TUO PD. VINCÈ LE ELEZIONE A CERIGNOLA….ME LO AUGURO.