Avvenimento inedito per gli uomini del Commissariato P.S. di Cerignola: nella mattinata di mercoledì 13 maggio 2015, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di R. R., 46enne di San Ferdinando di Puglia, per il reato di atti persecutori e sequestro di persona. Lo scorso mese di dicembre, un uomo denunciava presso il Commissariato di Polizia di Cerignola di avere conosciuto, sul lavoro, nel maggio 2013, la donna e di avere intrapreso con la stessa, nel mese successivo, una relazione sentimentale durata tranquillamente fino al successivo mese di novembre, allorquando la stessa, per gelosia nei confronti della coniuge del suo amante e affinché lo stesso la lasciasse, incominciò a porre in essere una condotta persecutoria con una spaventosa escalation: dalle continue telefonate su tutte le utenze in uso all’uomo, compresa quella dell’abitazione coniugale dello stesso, all’invio di numerosi sms ad ogni ora del giorno e della notte, unitamente ad appostamenti in tutti i luoghi frequentati dall’uomo. Naturalmente, il tutto era finalizzato alla ripresa del rapporto; ma, di fronte alla irreversibilità della rottura, la donna ha posto in essere anche condotte finalizzate a screditare la persona offesa per isolarla da parenti ed amici: contattando direttamente la moglie, il datore di lavoro ed amici e conoscenti.

Nell’aprile dello scorso anno, la donna telefonicamente annunciò alla sua vittima di volersi suicidare. Mentre l’uomo era al telefono con la donna, si avvicinò un suo amico al quale la vittima raccontò quanto aveva appreso e questi decise di accompagnarlo. L’uomo si recò immediatamente a casa della donna che subito chiuse a chiave la porta, nascondendo la chiave nei propri indumenti intimi e sottraendo il telefono cellulare all’uomo per impedirgli di dare l’allarme. Poiché l’uomo aveva lasciato in auto il suo amico, questi, ad un certo punto, sentì delle urla provenire dall’abitazione della donna e, pertanto, si recò dietro la porta della stessa, cercando di favorire l’uscita del suo amico e, nel contempo, di calmare la donna che versava in uno stato di palese alterazione psicologica. Dopo questo episodio, lo stesso amico era stato anche contattato dalla donna con telefonate ed sms in cui gli chiedeva di allontanare il suo “ex” amante, minacciandolo di screditarlo presso il suo datore di lavoro. Ogni volta che l’uomo cambiava numero di telefono, la donna riusciva ad ottenere il nuovo numero, ricominciando a chiamarlo con accresciuta insistenza al punto da determinare l’uomo, nello scorso mese di dicembre, a denunciare tutto. In quel periodo, veniva anche incendiata l’auto della moglie della vittima e, pur non essendoci prova sull’autore del gesto, naturalmente il fatto ha ancor più allarmato la vittima.

Tra il mese di luglio 2014 ed il mese di ottobre 2014, la vittima ha ricevuto complessivamente circa quindicimila sms da utenze intestate alla donna, alla madre della stessa e da un’utenza fittiziamente intestata ad uno straniero; oltre al numero degli sms è particolarmente inquietante il contenuto degli stessi: sostanzialmente minacce ed il riferimento ad un figlio nato dalla relazione con la persona offesa che, di fatto, non è mai esistito, se non per sottoporre la persona offesa ad una intensa pressione psicologica. Sull’utenza fissa in uso alla persona offesa sono state effettuate, nel predetto periodo, tredicimila telefonate dalle predette utenze in uso alla donna. Di fronte a queste condotte che descrivono perfettamente la figura di una stalker, ingenerando nella vittima un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico, e di fronte al forte e concreto pericolo di reiterazione delle condotte, il GIP del Tribunale di Foggia ha opportunamente emesso ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

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In tal senso provvedevano proprio gli agenti del Commissariato di Polizia di Cerignola che effettuavano una perquisizione nell’abitazione della donna rinvenendo e sequestrando numeroso materiale utile alle indagini tra cui tutte le SIM utilizzate per effettuare gli sms e le telefonate. Dopo le formalità di rito, la donna veniva accompagnata presso la propria abitazione.

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