Sabato, 23 maggio 2015, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto BAUER Pawel Tomasz 33enne rumeno e MAKUKH Roman 32enne ucraino per ricettazione  e riciclaggio di numerosi propulsori di autovetture, denunciando in stato di irreperibilità un altro rumeno datosi alla fuga.

In particolare, da tempo si era appreso che, all’interno di un box, non meglio indicato, della predetta via, era in atto l’attività illecita di riciclaggio ovvero di ricettazione di vetture provento di furto.

Verso le ore 14.50 di sabato scorso, gli agenti iniziavano un servizio di appostamento a bordo di due autovetture di servizio una dei quali con colori di istituto e l’altra con colori di serie e poco dopo si notava arrivare un furgone Fiat che si fermava  all’altezza di una villetta ubicata in quella via ed entrare nel garage sottostante la stessa, in retromarcia.

Lo stesso veniva seguito da un’autovettura Audi A3 dalla quale scendeva un giovane che si univa ad altri due uomini scesi dal furgone ed, insieme, aprivano il cancello del garage; quindi, il furgone veniva parcheggiato nel garage ed il cancello richiuso.

Dopo qualche secondo, si udivano, provenienti dal garage,  dei rumori metallici nonché l’inconfondibile rumore di una smerigliatrice, c.d. flex, evidentemente in lavorazione.

Il servizio di osservazione proseguiva per circa 15 minuti, durante i quali il rumore della smerigliatrice risultava pressoché costante.

Allorquando si decideva di intervenire, si notava il portone del garage aprirsi e si vedeva il furgone risalire con la composizione degli occupanti identica all’arrivo. Lo stesso era preceduto a piedi dal giovane arrivato a bordo dell’Audi A3. Giunti sul piano stradale, il giovane appiedato notava la presenza dell’autovettura con i colori di istituto e, quindi, evidentemente allarmatosi, fuggiva a piedi in direzione di via Torre quarto; il furgone invece, accelerava bruscamente l’andatura, alzando un’enorme nuvola nera dei gas di scarico, facendo perdere di vista, di fatto, il fuggitivo appiedato, e cercava di allontanarsi verso via Torre Quarto, laddove era appostato personale con l’autovettura di servizio con colori di serie che gli sbarrava opportunamente la strada, riuscendo a bloccarlo.

I due occupanti, aprivano gli sportelli per guadagnare la fuga, ma venivano prontamente bloccati dai quattro agenti.

I giovani, quindi, identificati rispettivamente per BAUER Pawel Tomasz, autista, e MAKUKH Roman, passeggero, si presentavano entrambi con tutti i panni sporchi di grasso ed olio, così come le mani, evidentemente intrise della stessa sostanza, poiché fortemente annerite.

Da un rapido controllo, invece, all’interno del cassone, emergeva la presenza di 6 propulsori di autovetture di nuovissima generazione, dalle quali colavano ancora i liquidi di risulta, verosimilmente per il tramite di tubature tagliate da poco e versatosi all’interno del cassone durante il posizionamento; infatti, all’interno del furgone, era stata posta una grande quantità di segatura al fine di assorbire i predetti liquidi.

Il controllo veniva esteso al garage in questione, protetto da un potentissimo inibitore di segnali a 12 canali, al cui interno si rinvenivano ulteriori 7 propulsori, numerosi cambi meccanici, ponti di autovetture, nonché numeroso materiale elettronico per autovetture ovvero impianti stereo, fili di collegamento ed altro materiale.

Al centro del garage, ancora collegato alla fonte di energia della presa a muro, in terra, vi era la smerigliatrice, verosimilmente udita dall’esterno, ed il pavimento risultava ricoperto in molte parti da olio e liquidi versatisi dai propulsori in loco.

Tutti gli organi motore risultavano essere completi dei numeri di immatricolazione ad eccezione di 5 i cui numeri risultavano in parte cancellati dolosamente e verosimilmente a mezzo della smerigliatrice rinvenuta.

All’interno dell’autovettura Audi A3, abbandonata dal fuggitivo, intestata ad un pregiudicato cerignolano, si rinvenivano i documenti di un altro rumeno, pregiudicato, il quale veniva riconosciuto senza ombra di dubbio, per l’uomo fuggito a piedi.

Il furgone, invece, risultava intestato ad una società di Foggia e non risultava tra quelli da ricercare.

Tutto il materiale meccanico ed elettrico rinvenuto all’interno del garage, i propulsori e tutto il materiale utilizzato dai correi per lo smontaggio degli stessi veniva sottoposto a sequestro penale.

Nell’auto si rinveniva, altresì, un biglietto sul quale erano segnati numerosi modelli di vetture, alcuni dei quali corrispondenti ai modelli delle autovetture abbinate agli organi motore rinvenuti.

I fermati, dopo le formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, così come disposto dalla competente Autorità Giudiziaria.