Custode Amato, ingegnere Dirigente del comune di Cerignola, riceve la terza assoluzione, ancora con formula piena, sempre contro Franco Metta, leader del Movimento Politico la Cicogna: dopo aver incassato, infatti, l’assoluzione per la recinzione di via Tiro a Segno, e ancor prima l’archiviazione in fase istruttoria della famosa “rotonda d’oro“, questi è stato assolto con formula piena per un accaduto del 2011, sempre una recinzione in via dei Tulipani, quando secondo l’accusa avrebbe favorito dei privati lasciando costruire una recinzione abusiva.

Accusa – «Sono davvero felice per l’esito del processo che dimostra la mia totale estraneità a questi fatti contestati – ricordiamo che l’accusa parlava di favoreggiamento di un privato -. Devo però precisare come si sono svolti i fatti. All’indomani della richiesta di chiarimento inoltrata da alcuni privati, difesi appunto da Franco Metta e da altri due avvocati, Loredana Lepore e Rosa Mennuni, quest’ultima firmataria della richiesta di accesso agli atti, avevo dato mandato come sempre a un geometra, mio collaboratore qui in comune, affinché producesse tutti gli incartamenti e i documenti utili a dimostrare la realtà, cioè l’assoluta regolarità dell’autorizzazione – afferma Amato in esclusiva a lanotiziaweb.it -. Questo collaboratore – il tutto avveniva mentre si era appena insediato il Commissario Prefettizio Di Bari -, Marino Russo, in quel periodo ha attraversato un problema abbastanza importante di salute che ne ha richiesto il ricovero per ben dieci giorni a San Giovanni Rotondo; in più eravamo a cavallo delle festività Pasquali. Tutto ciò ha comportato, da parte nostra, una risposta fuori termine, previsto al massimo in 30 giorni dalla richiesta, di circa 15 giorni, precisamente il 14 maggio. Questa norma però, come precisato dal mio legale e confermato anche dal Giudice della Corte d’Appello di Bari, rappresenta una indicazione ordinaria e non perentoria. Ciò significa che, per ragioni importanti, è possibile sforare il limite dei 30 giorni senza incorrere in nessuna bega giudiziaria. A noi, per esempio, è capitato spesso di rispondere a cose del genere, dopo 40 o 50 giorni, senza alcuna ripercussione, poiché siamo un comune sotto organico e quindi produrre documenti di questo tipo può comportare un giustificato ritardo. Nel caso specifico il fatto non costituisce reato perché, a ben guardare, quella recinzione non rappresenta alcun tipo di pericolo alla circolazione, poiché tra questa e la strada vi sono anche alberi e pali della luce che delimitano la via stradale. Inoltre – precisa l’ingegnere -, io nel mese di giugno avevo fatto richiesta di demolizione e spostamento della stessa per evitare ogni tipo di problema, proprio perché avevo ricevuto segnalazioni e lamentele da persone confinanti. Nel rilievo in contraddittorio, effettuato dai funzionari comunali e dai vigili urbani, alla presenza del dott. Santoro, rilevarono un disavanzo di 25 centimetri tra ciò che era la norma, cioè 8 metri dal centro della strada, e l’effettivo cioè 7 metri e 75 centimetri. Anche se non costituiva alcun problema, io intimai il proprietario a demolire la recinzione e spostarla indietro dei centimetri necessari. Finimmo davanti al Tar che disse che la mia richiesta era immotivata perché non costituiva alcun tipo di pericolo».

Sentenza – «Dopo aver affidato l’incarico a un avvocato di Foggia, su indicazione del Commissario dell’epoca, ero tranquillo della mia posizione. Nel luglio 2011, invece, giunge alla mia persona un avviso di garanzia per omissione di atti d’ufficio – racconta Amato -, ovvero il famoso ritardo nella presentazione delle carte. Cosa assurda, poiché esistono diverse sentenze di Cassazione che precisano l’importanza della risposta anche se in ritardo. Non c’entra nulla il penale, al massimo doveva essere punito il Dirigente dall’amministrazione comunale per il ritardo, ma l’ambito penale non ha senso; si tratta, al massimo, di un procedimento amministrativo. Metta evidentemente ha pensato diversamente, scrivendo in quel periodo anche una serie di porcherie contro di me, e non so sinceramente perché e per quale motivo; non mi aspettavo tutto questo attacco anche perché io non rappresento alcuna figura politica. Il tribunale di Foggia mi ha condannato per il ritardo poiché l’avvocato da me nominato non ha ritenuto di approfondire alcuni passaggi chiave utili a dimostrare la verità, fermandosi solo alla questione ritardo. Così ho affidato la causa all’avvocato Paolo Sisto che, in Corte d’Appello a Bari, mi ha fatto ottenere l’assoluzione con formula piena, portando semplicemente all’attenzione del Giudice tutte le carte da me prodotte».

Dato Politico – «Dal 2012, quindi, sono entrato in un tunnel, ho chiesto a Giannatempo di essere spostato ad altro incarico perché con l’edilizia ci stavo rimettendo in salute, e che Metta mi attaccava perché evidentemente le sue mire guardano a quel settore preciso. Evidentemente io forse – sottolinea il Dirigente comunale -, almeno questo è il mio pensiero, rappresentavo un ostacolo per Metta al suo futuro insediamento, se ci riuscirà, qui in comune. Sono qui in comune dal 1997 e sono cresciuto professionalmente vicino al dott. Alicino. Così come per via Tiro a Segno, anche questa volta, ha perso la causa certamente per meriti di Sisto, ma soprattutto perché io faccio le cose nel pieno della legalità. Voglio aggiungere, ma senza alcuna vena polemica, che mi aspettavo più vicinanza, magari il patrocinio, dalla macchina comunale che invece, per paura di una mia possibile condanna, ha espresso solidarietà e nulla di più. Su Metta dico che se si appresta a governare così come ha curato la sua attività politica fino ad oggi, non considerando l’assoluta normalità di ritardi di questo genere, non potrà andare molto lontano».

Danni – «I danni d’immagine sono difficili da quantificare, per un professionista come me che da anni svolge la propria attività nel pieno della legalità. Mi appresto alla pensione e queste assoluzioni, che sono tre poiché vorrei ricordare anche quella della famosa “rotonda d’oro”, spero possano restituire la giusta dignità alla mia persona, offesa a più riprese in quei periodi proprio dalle parole scritte da Metta. Sul piano economico sto quantificando tutto con l’avvocato e con la Banca. Ho dovuto fare un mutuo bancario per pagare i circa 25 mila euro, tra le parcelle dei tre avvocati (Metta, Lepore e Mennuni, ndr.) e i risarcimenti ai rispettivi assistiti, e ora dovrò farmi risarcire: nello specifico si tratta di circa 5 mila euro a testa ai tre clienti, e 3 mila euro a testa agli avvocati. Feci un mutuo per pagare il tutto e ancora oggi pago 390 euro al mese circa come rata. In più, in quel periodo ho dovuto rifiutare alcuni incarichi che mi erano stati offerti e che potevo fare, come ad esempio a Orta Nova e alle Isole Tremiti. Basti immaginare che proprio quando cadde il Sindaco Calvio – racconta Amato -, mi chiamarono per un anno e qualche mese, avrei dovuto fare da supporto tecnico, 12 ore settimanali, a 2 mila euro lordi; avevo già l’autorizzazione del comune di Cerignola ma ho dovuto rifiutare perché con questa accusa e la sentenza di Foggia non me la sentivo. Così come alle isole tremiti, per una simile nomina con stessa retribuzione, giunta in aprile, ho accettato e poi ho dovuto rinunciare in luglio, dopo neanche due mesi, per l’avviso di garanzia. Quantificherò il tutto e vedremo come agire col mio avvocato, senza valutare poi il fatto che per difendermi e dar retta a tutto questo ho lavorato meno in comune, causando un danno all’istituzione».

  • luciano

    Le spese legali per la difesa di Amato le dovrà pagare il Comune, cioè tutti noi. Grazie Metta. Sei un grande uomo, un grande avvocato e un grandissimo politico. Ma soprattutto sei un QUAQUARAQUA !!!

  • Bccuzz

    Bugiardo e cattivo. La campagna di odio contro tutto e tutti ad oggi gli ha solo procurato, a lui e i suoi compari, richiesta di danni materiali e morali che prima o poi dovrà pagare! Metta, dal male non potrà mai nascere il bene. Hai dato ill peggio di te in questi 8 anni. Insulti e fango per chiunque non fosse allineato, in perfetto stile fsscista, quale tu sei stato, e continui ad essere non avendo il coraggio di ammetterlo. L’ipocrisia è mel tuo DNA, fino a farti ritrovare a fianco con chi hai, in passato, polemizzato, tra sfottò e battute da trivio: Il vescovo, Tatarella, Pezzano & Co.
    Non di cosa augurare ad un personaggio tale: se vince le elezioni si mette nei guai perchè sarà sopraffatto dalla complessità della gestione della macchina amministrativa, al netto della denuncia senza concretezza che ha contraddistinto l”azione politica sua e dei suoi compari di ventura, fino ad essere travolto per le tante promesse non mantenute;
    se le perde…non voglio neanche pensare a cosa i suoi stessi compari di viaggio penseranno di lui e di questa stramba avventura in cui li ha catapultati da anni.
    Scomparirà…e del suo movimentismo non restera null’altro che un ricordo maleodorante.