Rinnovato successo per la terza edizione di “Calici nel Borgo Antico”, la kermesse enogastronomica, ideata e promossa dall’associazione culturale “l’Agorà”, andata di scena, lo scorso sabato, nei suggestivi vicoli della Terra Vecchia. Trentasei stand per le cantine espositrici, nove punti food, musica e spettacolo, artisti di strada, visite guidate. Oltre 10.000 i visitatori, accorsi anche dai centri limitrofi che, muniti di pettorine al collo, hanno potuto degustare vino e prodotti tipici locali, ma anche visitare i monumenti del borgo ed assistere a mostre fotografiche, estemporanee d’arte e spettacoli di musica itinerante. Tutti col naso all’insù a leggere le poesie proposte dai cittadini e affisse per i vicoli, proprio come avviene a Bologna, ‘la città dei muri in versi’. Per una sera, il cuore antico della città ha ripreso a pulsare di storia, arte e poesia, tra i sapori e i profumi della tradizione e l’entusiasmo e la creatività delle giovani generazioni. Un tour del gusto ma anche un’esposizione a cielo aperto con artisti che hanno allietato i passanti con le loro opere.

Dal pittore e scultore Antonio Bruno, ad Ariel Svoboda, l’artigiano del riciclo che modella le bottiglie di vino per trasformarle in lampade, a Lorenzo Tomacelli (23 anni) pittore e illustratore Emoticon Green. “Per l’occasione,-dichiara il giovane artista- ho realizzato un murales che riporta il detto cerignolano ‘chi mangia gadduccio e chi gnotte veleno’. I passanti l‘hanno ribattezzato ‘la dama della terra vecchia’ e vuole essere un omaggio alla saggezza popolare e alle nostre tradizioni. Di fianco, ho voluto inserire una frase che rimarcasse il motivo dell’intera manifestazione e che fosse un augurio, un invito a tutti i cerignolani ad amare la propria terra: ‘i luoghi sono di chi li ama’”. Ricucire lo strappo tra le periferie e l’intero tessuto sociale ed urbano. Questa la mission che ‘Calici nel Borgo Antico’ si è proposta di raggiungere. Questo il tema di “Emergente”, mostra fotografica allestita, all’interno della Chiesa Madre, a cura di Biagio Giurato, in collaborazione con le associazioni Avvocato di Strada, Omnibus e OltreBabele e le cooperative Pietra di Scarto e AlterEco. Il giovane artista cerignolano, laureatosi pochi mesi fa, in Architettura, col massimo dei voti, a La Sapienza di Roma, ha immortalato, nell’ambito del progetto regionale ‘Una Campagna di diritti”, spaccati, volti e attività quotidiane nel ghetto di Tre Titoli, una piccola frazione a 13 Km da Cerignola dove spira forte il vento del dolore e dell’emarginazione. Una terra di nessuno abitata dall’esercito degli irregolari che lavora per l’industria del pomodoro. Un villaggio di plastica e cartone al centro di un vasto fazzoletto di terra arso dal sole, dove non arriva elettricità né acqua, non c’è un sistema fognario, non esistono servizi, oggi casa di centinaia di migranti, arrivati in Italia con il sogno di trovare un futuro migliore, per poi ritrovarsi inciampati in una rete di nuovi schiavismi

“Puoi non vedere ancora nulla in superficie, ma sottoterra il fuoco già divampa”. I volti di Samuel, Rosmary, Adù, ritratti negli scatti di Giurato ci restituiscono la fotografia di tutto ciò che arde a pochi chilometri dal centro urbano, sotto la polvere dei luoghi comuni. Storie di diritti negati, sfruttamento, degrado ma anche di speranza e voglia di riscatto. A spiegare il senso profondo del progetto, l’artista Biagio Giurato, e l’Avv. Stefano Campese del locale sportello di “Avvocato di Strada”.

“La borgata,-spiegano- spazio per definizione ai bordi dei contesti urbani, rappresenta nell’immaginario collettivo il confine ultimo della civiltà, il margine popolato dai ‘non urbani’, il confine di una frontiera mentale oltre che fisica. Eppure il borgo esiste, emette pulsioni vitali, genera una quotidianità troppo spesso ignorata. Prendendo spunto dalle attività del progetto regionale “Una campagna di diritti” la mostra ci restituisce, con la forza evocativa delle sue fotografie, uno spicchio di realtà sui generis, all’interno della quale intravedere non solo disperazione e devianza, ma anche forza, anima, istinto e desiderio di riscatto. L’emergenza e la precarietà come cifre della propria esperienza non impediscono l’emergere di storie, sorrisi, rapporti la cui unica cifra è quella dell’umanità. Per quanta polvere si potrà depositare, nessun corpo vivo potrà rimanere sepolto. Per quanto sia pesante il giogo dello sfruttamento, nessun corpo vivo potrà rimanere spezzato. Un corpo vivo è per sua natura emergente”.

“Emergente” è il primo passo, di un progetto che vedrà la luce nella futura edizione della “Fiera del Libro e dell’Editoria di Cerignola” – 25/26/27 Settembre 2015.
Per chi si fosse perso questa prima tappa, le foto dell’intera esposizione sono ora disponibili sul sito ufficiale di Biagio Giurato, BART, nella sezione “photography”.

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