Nella puntata di A Sua Immagine in onda domenica 5 luglio alle 10.30 su Rai1, ospite di Lorena Bianchetti Suor Paola Palmieri. Una trasmissione con al centro il popolo degli invisibili, sottopagato e sfruttato, costretto a lavorare fino a 10 ore sotto il sole per paghe misere. Braccianti che sottomessi dai cosiddetti caporali, lavorano per pochi euro tra mancanza di diritti e condizioni lavorative al di sotto della dignità umana.

A Cerignola Suor Paola Palmieri e le Figlie della Carità assistono i braccianti in condizioni di alloggio precarie  in località Tre Titoli. «Sono la voce di coloro che non hanno voce – sostiene la vincenziana in Tv – e il supporto alla formazione delle loro coscienze. L’auspicio mio e delle mie sorelle e che la situazione di queste persone presto cambi. Cerignola non conosceva Tre Titoli, ciò che mi auguro è che presto cadano i muri dell’indifferenza».

Non è la prima volta che il tema del “caporalato” balza agli onori delle cronache nazionali. Già lo scorso agosto il giornalista de L’Epresso Fabbrizio Gatti aveva, con un’inchiesta molto interessante, posto in luce i punti oscuri di quella che è una piaga di questa terra.

Gli invisibili a Cerignola non sono solo a Tre Titoli. Abitano e vivono nei quartieri “vecchi” della città, lavorano nelle campagne dell’agro cerignolano e conoscono sulla propria pelle il fenomeno. Un sistema, quello del caporalato appunto, che «funziona da polizia privata, abbassa il costo del lavoro, mantiene l’ordine», come scrive lo stesso Gatti. Sono rumeni, ma anche italiani, con una grande dignità. Quella di chi urla nel silenzio il proprio disagio.

  • Gianluca

    Sono anni che se ne parla, ma tutto finisce li.
    Le soluzioni a quando??

  • lacapamianunèbon

    questo problema è sempre esistito ed esisterà, bisogna cambiare la mentalità, fare fronte comune rifiutarsi in massa di andare a lavorare in quelle condizioni. Lo possono fare benissimo proprio in questo periodo che hanno maggior bisogno di manodopera. Fare un prezzo giusto per la giornata al massimo di 8 h lavorative. se nn 6 h come facevamo una volta. La verità è che in passato i braccianti cerignolani avevano raggiunto e/o conquistato quel giusto equilibrio tra paga e prestazione lavorativa che si svolgeva nelle 6 h giornaliere. Con l’arrivo degli extracomunitari le cose sono cambiate, questi hanno accettato altre condizioni per la loro prestazione di lavoro, sottocosto. I padroni e caporali hanno così fatto la loro fortuna offrendo lavoro spendendo pochi denari, privileggiando extracomunitari a quelli locali. Nel corso dei decenni la cosa è andata bene ai padroni e ai caporali che sul sudore dei poveri lavoratori si sono arricchiti! Gli Ispettorati di controllo hanno sanzionato solo alcuni (comodi) diciamo noi, i fessi, senza mai essere incisivi verso quelli più forti, più prepotenti. In tutto questo la politica dov’è?….u sunnnn….dorme, tace, proprio come se fosse morta!!