“La legalità? E’ sudore, gioia e voglia di vincere: in questi 7 giorni di sicuro abbiamo vinto noi e ha perso la mafia”. Sono tornati a casa lunedì 20 luglio le ragazze, i ragazzi, i docenti e i volontari dello Spi Cgil di Ferrara che, per una settimana, sono stati accolti da Cerignola e hanno ricambiato l’ospitalità lavorando nei campi confiscati alla mafia. “Questa è una gioventù meravigliosa”, ha dichiarato entusiasta Franco Persiano, segretario provinciale Spi Cgil Foggia. “E’ una gioventù che dimostra concretamente di avere a cuore la legalità, partecipando ai campi estivi di Libera loro si impegnano, imparano e si divertono”. Ogni mattina, per sette giorni, si sono svegliati alle 5.30. Dopo una breve colazione, ragazze e ragazzi sono stati accompagnati nei campi. Hanno lavorato nei terreni di Cerignola confiscati alla mafia, quelli in contrada Toro, gestiti dalla cooperativa Pietra di scarto, e l’appezzamento di contrada Scarafone gestito dalla cooperativa Altereco. Il gruppo è stato supportato dai responsabili di Libera oltre che da volontari dello Spi Cgil di Ferrara, Cerignola e Foggia. L’iniziativa di Cerignola, infatti, si è svolta nell’ambito di E!State Liberi, progetto nazionale promosso da Libera con la collaborazione di Spi Cgil, Flai Cgil e Arci. In una settimana, la più calda dell’anno, e sotto un sole implacabile che ha portato le temperature oltre i 40 gradi, ragazze e ragazzi si sono dati da fare, lasciando letteralmente le loro impronte e i loro nomi sui beni su cui è stato fatto un importante lavoro di manutenzione. Per 7 giorni, sono stati i responsabili locali di Libera e i nonni dello Spi Cgil a servire loro il pranzo e la cena nel Centro sociale giovanile del Rione San Samuele. Gli studenti di Ferrara, provenienti in massima parte dall’Istituto Alberghiero e dal Liceo Scientifico della città emiliana, non hanno soltanto lavorato nei campi. Ogni pomeriggio, dal 13 al 19 luglio, hanno partecipato a una serie di seminari sulla storia delle battaglie per la legalità compiute in Puglia e, in particolare, in provincia di Foggia. Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera, ha raccontato la storia di suo padre, Francesco Marcone, il direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia assassinato il 31 marzo 1995 nel portone di casa al rientro da lavoro. Ragazze e ragazzi, poi, hanno approfondito la storia delle lotte bracciantili, da Giuseppe Di Vittorio a Yivan Sagnè. Hanno ascoltato atti, vicende e storie dei processi Bacardi e Cartagine.

“Quando si parla di creare futuro e speranza, è a queste esperienze che dobbiamo dare sempre più forza e supporto”, ha affermato Franco Persiano. “Spi Cgil ci crede e lo fa con i fatti. In ogni nostro progetto, in tutte le iniziative che promuoviamo o alle quali collaboriamo, l’impegno del Sindacato Pensionati crea coesione sociale, unione di intenti e dialogo costruttivo tra giovani e anziani”.

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