E’ passato un mese circa per la nuova amministrazione comunale targata Franco Metta e la città, tra alti e bassi, comincia a tracciare un bilancio che, da un angolo all’altro del paese, evidenzia umori parzialmente discordanti. Dalle lungaggini burocratiche per la nomina dei Consiglieri, che si ripercuotono poi sull’effettiva azione politica locale, alla revisione comunicativa messa in campo dal Primo cittadino, Cerignola prova a rialzarsi da un torpore le cui fondamenta, in verità, sembrano essere assai più solide del previsto.

Primi passi – In pochi giorni, con l’estate alle porte, le difficoltà oggettive di un’amministrazione neonata sono molteplici e la bacchetta magica, tanto agitata in campagna elettorale, ovviamente non è in dote a nessuno. La questione economica, sempre più spinosa per i comuni italiani, non ha risparmiato il centro ofantino che pesantemente penalizzato dal buco Gema, oggi si ritrova a dover far fronte ai debiti: «il bugiardo aveva detto “Ho lasciato i conti in ordine” – scriveva l’attuale Sindaco in una nota facebook rivolta, evidentemente, all’ex Primo cittadino Antonio Giannatempo -. 4 milioni e 800 mila euro di debiti con la Sia. Che non sa come pagare gli stipendi di agosto. Irresponsabili e bugiardi. Sono preoccupatissimo». Il costo zero, diventato quasi un mantra della governance cicognina, sbandierato nei primi giorni di amministrazione oggi lascia spazio alla preoccupazione e ai primi grattacapi per Metta. Risistemare le aiuole, sanzionare gli indisciplinati padroni di cani, o ricoprire con toppe d’asfalto le zone più impervie del manto stradale restituiscono, a quanto pare, una immagine positiva ma non esaustiva, almeno non nel lungo periodo. L’euforia delle prime azioni, dei primi passi, oggi comincia a vacillare schiacciata dal peso degli equilibri e delle opportunità che l’eterogenea Giunta sta mettendo in campo.

Detto… (parzialmente) fatto! – Difficile tener fede a quanto promesso in cinque anni di opposizione e in una campagna elettorale col coltello tra i denti. E’ questo quello che, a fasi alterne, sembra si stia verificando a Cerignola: sollevati alcuni tra i Dirigenti più bersagliati in passato da Metta come Custode Amato (che contro l’attuale sindaco ha vinto tre cause quando questi era all’opposizione) e Clorindo Izzillo, congelato a tempo Vito Mastroserio, spunta il nome di Daniela Conte, nuovo innesto, che non si occuperà soltanto del terzo piano, in tandem con Vito Mastroserio, ma anche di cultura e servizi sociali. Così, la neo dirigente, da sempre considerata espressione di Forza Italia e di Paolo Vitullo, diventa oggi diretta emanazione dello stesso Metta, colui che in campagna elettorale accusava la dirigente di sponsorizzare l’ingegnere azzurro dentro le mura di Palazzo di Città. Manovra mal digerita da molti componenti dell’attuale maggioranza e che, a detta di alcuni, sembra essere un ringraziamento per quanto accaduto nel post 31 maggio.

DelvinoQuestione Delvino – Così come non pochi dubbi, in alcuni componenti della Giunta, ha destato la nomina di Francesco Delvino quale nuovo Comandante della Polizia Municipale di Cerignola. Professionista che ha già ricoperto in passato la stessa carica in altri comuni italiani, Delvino ha da subito suscitato perplessità da parte del Pd locale, che ha definito «inopportuna» la nomina visti i suoi passati. Le disavventure giudiziarie del neo comandante, infatti, nascono da Frosinone, nel non troppo lontano 2011, quando venne arrestato perché secondo gli inquirenti era parte integrante di uno scandalo su presunte mazzette. L’accusa, all’interno dell’operazione denominata “Occhio Vigile”, era di aver pilotato le gare per l’installazione di strumenti di video-sorveglianza assegnate ad aziende del nord Italia e, a detta degli inquirenti, aver incassato denaro grazie all’associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, alla corruzione e alla falsità ideologica. A giugno del 2012 Delvino venne scarcerato con una sola prescrizione di non mettere piede a Frosinone. In un’altra inchiesta, poi archiviata dal Pm, questi compariva in qualità di comandante della municipale in una questione che aveva interessato l’assessore di Benevento Giuseppe De Lorenzo e la moglie di Clemente Mastella, che lo aveva fortemente voluto, circa l’istallazione di alcuni impianti di video-sorveglianza: risultato, Delvino venne sollevato dall’incarico. Seppur verosimilmente sulla via della prescrizione, è rintracciabile ancora una grana giudiziaria per Delvino, coinvolto in un processo per sequestro di alcuni extracomunitari. Il comandante, infatti, insieme ad altre 11 persone, ha risposto in tribunale sul capo d’imputazione che lo vedeva coinvolto per la presunta costrizione di alcuni venditori ambulanti senegalesi nei locali della polizia municipale con trattamenti non troppo idonei. Delvino, a mezzo stampa oltre che in tribunale, ha precisato a più riprese che i cittadini extracomunitari furono tenuti in celle con grate aperte, e con servizi igienici funzionanti e vista esterna, come si conviene nei casi di fermo temporaneo. Metta, nonostante il passato di Delvino e i dubbi sollevati da alcuni dei suoi, continua a difendere la bontà della scelta e scommette: «tra due mesi questa città sarà innamorata del comandante della polizia municipale».

  • MARCELLINO

    MA PERCHE’ TANTA PUBBLICITA’ A QUESTO SIGNORE?
    I VIGILI TANTO OBBEDIRANNO SOLO A LUI

  • OPINIONE

    mi sembra che la maggioranza difficilmente possa perdere pezzi o sfaldarsi
    il sindaco lavora bene e sa come tenerli tutti uniti
    dureranno 5 anni e se lui si ritirerà finirà tutto

    • realista

      stè cunvend ah?