Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del presidente del comitato contro l’inceneritore di Borgo Tressanti, Matteo Loguercio, nel quale si rendono noti gli ultimi accadimenti in relazione al procedimento amministrativo per il rilascio dell’autorizzazione unica per usufruire degli incentivi per la produzione di energia elettrica derivante da biomassa. Di seguito il documento integrale.

Prosegue l’iter del procedimento amministrativo atto ad ottenere l’Autorizzazione Unica per l’inceneritore di Borgo Tressanti propedeutica ad usufruire degli incentivi per la produzione di energia elettrica relativa alla parte di biomassa usata come combustibile. Come puntualmente accade dal 2010, il sottoscritto Comitato informa i cittadini delle azioni compiute in contrapposizione all’infrastruttura, avversa anche dal Comune di Cerignola. Pertanto,  ci sentiamo portatori di interessi di un’intera comunità , manifestamente contraria sin dalla nascita del progetto. Come comunicato nell’ultima nota stampa, il 16 giugno scorso si è svolta la 2° Conferenza di Servizi per L’AU sopra citata, nella quale eravamo presenti (come nella prima) come uditori. Questa volta non è stato facile rimanere in silenzio mentre le poche rappresentanze degli Enti/Amministrazioni e la nutrita delegazione Marcegaglia fornivano il proprio parere. Scriviamo soltanto ora la presente nota informativa solo perché il verbale della CdS ci è stato inviato dopo oltre 30giorni dalla richiesta. Oggi stesso è stata inviata una nostra analisi all’Ufficio Energia e Reti Energetiche (autorità competente) di cui appresso forniamo un sunto.

Diciamo subito che dalla prima richiesta di AU fatta da ETA-Marcegaglia nel 14 luglio 2014 nella breve descrizione dell’impianto riportata nell’oggetto, non c’è traccia né della combustione di CDR (80-100%) né del lusinghiero termine “termovalorizzatore”, ma “impianto da fonti rinnovabili di tipo biomasse”. In fondo a questo comunicato spiegherò perché sia potuta accadere questa magìa. Il Comando Provinciale dei VV FF approva il progetto ma a quanto pare non richiede documentazione inerente il rischio di incidenti rilevanti contemplato all’art 5 del dlgs 334/1999 che riguarda anche questo tipo di impianti. L’Autorità di Bacino fa un’analisi dei rischi legati alla pericolosità idraulica dell’area interessata, e pur in presenza di un progetto di rimedio di tali rischi redatto dalla proponente (ETA), l’AdB non è del tutto soddisfatta e non rilascia ancora parere definitivo. Il Comune di Cerignola, attraverso l’ing. Custode Amato, inviava la propria contrarietà all’impianto, così come avviene ufficialmente ormai dal 2007. Noi abbiamo rimarcato il peso di questa decisione nell’ambito del computo finale al rilascio dell’autorizzazione in questione. Il Comando Militare Esercito Puglia, rende noto che la zona interessata non è completamente bonificata da residui bellici. Per cui, indica alla proponente di fare istanza per eliminare completamente il rischio con la bonifica degli ordigni bellici. Poi, non si capisce perché, rilascia parere favorevole senza condizioni. Snam Rete Gas rileva che l’area dell’impianto interferisce con i propri metanodotti ed intima la proponente di presentare dettagliata documentazione per valutare l’accesso alle proprie condutture, lasciando il parere in sospeso.

La Soprintendenza Paesaggistica regionale conferma che non essendo stata mai coinvolta nel procedimento VIA del 2009,  né ebbe la documentazione del progetto, mentre l’impianto è già stato costruito, ritiene che al momento non vi siano gli elementi per fornire nessun tipo di parere. La Soprintendenza precisa che il documento del 2005 in possesso del Comune di Manfredonia in cui la stessa Soprintendenza emette un parere sul collegamento aereo dei cavi dell’alta tensione è soltanto una comunicazione di assenza di vincoli monumentali e rimanda al Comune di Manfredonia l’accertamento di vincoli paesaggistici al fine del nulla osta necessario. In ogni caso, prima del 2007 l’infrastruttura era diversa, poiché la sua potenza termica rimaneva sotto i 50MW e non era sottoposto a VIA ed AIA. Dopo è stato predisposto uno Studio di impatto ambientale, aumentata la potenza 61,9MWt, inoltrate le richieste delle autorizzazioni appena citate. Il Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica ribadisce che non vi è competenza diretta in quanto il CDR esula dalla normativa sui rifiuti. Abbiamo precisato che il CDR di qualità normale, previsto quale combustibile per l’inceneritore, è una particolare tipologia di CSS ed è classificato come rifiuto speciale dall’art. 183 co. 1 lettera cc) del dlgs 152/2006, esortando a rivedere quella posizione.

Il Comune di Manfredonia fa una sintesi dell’iter procedimentale occorso all’impianto partendo dall’Accordo di programma per il cambio di destinazione d’uso dell’area interessata, da agricola ad industriale. Come già detto sopra, si trattava di impianto diverso da quello attuale, così come riconosce la stessa ETA quando afferma nelle controdeduzioni al parere espresso dalla società Nanodiagnostics (consulenza fatta per il Comune di Cerignola) che trattasi di progetto del tutto differente. Il Servizio Risorse Idriche regionale non rileva incompatibilità col Piano Tutela delle Acque regionale. Una posizione difficile da comprendere, dal momento che l’area è a conclamata scarsità idrica e perfino in alcune particelle all’interno del perimetro del progetto è sospeso l’emungimento di acqua dal sottosuolo. Su 38 Enti/Amministrazioni coinvolte, soltanto una decina rispondono della propria competenza ed ancor meno si presentano alle CdS. In tutti i casi citati nell’esposizione appena fatta ed in altri punti, abbiamo preparato ed inviato all’Ufficio competente una nostra analisi mostrando le incongruenze rilevate, in particolare si è sottolineata l’importanza del parere delle Soprintendenze Paesaggistica e Archeologica, insieme all’Autorità di Bacino, determinanti al rilascio dell’Autorizzazione chiesta, le quali non sono state coinvolte nella VIA rilasciata nel 2009.

Ora ritorniamo ai motivi per cui la descrizione dell’impianto cambia e diventa di “tipo biomassa”. Partiamo dalla produzione del CDR, il quale viene ottenuto dal residuo a valle della raccolta differenziata. Il residuo, che nel caso di Cerignola, con percentuali di RD al di sotto del 10%, rappresenta il 90% dei rifiuti urbani, viene trattato in due modi: per bioessiccazione o per trattamento meccanico/biologico. Nel primo caso si hanno delle perdite di almeno il 20% in peso che riguarda principalmente la parte biodegradabile dei rifiuti indifferenziati, che si trasforma in vapori e percolato; nel secondo caso la parte “umida” viene separata dal secco da cui si trae il CDR. Come potete notare, la quota biomassa (legno, carta, residui vegetali e animali) è molto bassa se non totalmente assente. Eppure, l’abracadabra mutante si ottiene con il D.M. 6 luglio 2012 concernente la incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici, viene riconosciuta una parte incentivabile forfettaria del 51% dell’energia elettrica prodotta da CDR (CSS) quale fonte rinnovabile classificata come biomassa. E pensare che con la legge Finanziara del 2007 (L. 296/2006) il CDR e il CDR-Q (qualità elevata), si cancellavano gli incentivi a questi tipi di combustibili. Tutte le norme prevedono la riduzione dei rifiuti, il riuso dei materiali e il riciclo come punti da soddisfare prioritariamente. Addirittura nella anzidetta legge Finanziaria, al comma 1109 dell’art 1, nella gestione dei rifiuti si parlava in maniera velleitaria di “prospettiva di rendere concretamente realizzabile l’obiettivo “Rifiuti zero.” Se pensate che tali logiche siano realizzate da menti mediocri, siete sulla strada sbagliata. L’intento principale è quello di proteggere interessi di parte, di cui gli autori stessi ne sono beneficiari.

Matteo Loguercio
Presidente del Comitato

  • Gianluca

    Non si potrebbe pubblicare il documento integrale leggibile??
    Non si riesce a capire nulla, probabilmente le pagine sono sovrapposte,
    e visto l’importanza dell’argomento chiederei la cortesi.

  • nometta

    C’E SOLO DA CAPIRE CHE TRA QUALCHE MESE IL MOSTRO ENTRERA IN FUNZIONE A PIENO ORGANICO. GRAZIE A TUTTI PER AVER CONDANNATO I NOSTRI FIGLI E I NOSTRI NIPOTI.GRAZIE ANCHE A TE SINDACO METTA PER QUELLO CHE NON STAI FACENDO.