Cinquanta consiglieri, trentuno al debutto: è iniziata così la seduta d’insediamento del Consiglio regionale, la prima della decima legislatura. È stato costituito l’Ufficio di presidenza provvisorio, composto dal presidente provvisorio, il consigliere più anziano d’età, Paolo Pellegrino (La Puglia per Emiliano) e dai due più giovani, Antonella Laricchia e Viviana Guarini (M5S), in funzione di segretari. Sono stati loro a procedere alla convalida dei consiglieri regionali eletti e all’elezione del Presidente del Consiglio, dei due vicepresidenti e dei due consiglieri segretari dell’Ufficio di presidenza che governerà il Consiglio nel quinquennio 2015-2020. Un minuto di silenzio è stato osservato dall’aula per la commemorazione dell’ ex consigliere regionale Pasquale Ciuffreda, scomparso di recente. Nato nel 1927 a Monte Sant’Angelo, laureato in giurisprudenza a Napoli avvocato del Foro di Foggia, Ciuffreda è stato uno dei rappresentanti storici della DC garganica e foggiana assumendo anche responsabilità nazionali di partito. Ciuffreda ha fatto parte dell’Assemblea regionale per quindici anni, dalla I legislatura costituente al 1970, ricoprendo la carica di Vicepresidente del Consiglio dal 28 novembre 1983 all’estate del 1985. È stato anche Capogruppo della Democrazia Cristiana, assessore effettivo nella prima Giunta Trisorio Liuzzi dal 1970 al 1975 e assessore alla Pubblica istruzione e Formazione professionale dal dicembre 1978 alla fine della II legislatura.

Con 31 voti a favore Mario Loizzo (Pd) è stato eletto presidente del Consiglio regionale della Puglia della decima legislatura. Dieci preferenze sono andate alla consigliera del M5S Antonella Laricchia, mentre dieci consiglieri hanno votato scheda bianca. I due vicepresidenti eletti dell’Ufficio di presidenza sono invece Giuseppe Longo (I popolari) con 24 voti e Giandiego Gatta (Forza Italia) con 17 voti.

IL DISCORSO PROGRAMMATICO DI EMILIANO E LE ACCUSE DI LARICCHIA (M5S)

Il governatore parla a braccio per almeno 20 minuti e affronta i punti principali del suo programma. Programmi e sferzate ai consiglieri regionali: “Avrete spazio per ricoprire un ruolo importante – fa capire – ma se non saprete sfruttarlo quello spazio sarà occupato dalla giunta”. Poi i primi punti in agenda: dalla legge sulla partecipazione politica a una nuova legge elettorale, dal disegno di legge per regolare il rapporto tra lobbisti e consiglieri al reddito di dignità. E ancora Ilva, chiusura del ciclo dei rifiuti, Xylella e Consiglio superiore della sanità. “Andrò dritto come un camion su tutti i punti del programma”, dice Emiliano. Che rifila un’altra stoccata ai consiglieri “rei” di avere stipendi troppo alti.

La seduta è quasi conclusa, ma prima che Loizzo dichiari il rinvio della discussione nei prossimi giorni prende la parola Antonella Laricchia: “Grazie per averci ricordato chi siete e quale è la vostra volontà politica – dice riferendosi al fatto che la pattuglia grillina, seconda forza in consiglio, non ha ottenuto alcuna nomina istituzionale – non meritate neanche un briciolo della nostra stima e di quella degli elettori”. Dai banchi della maggioranza si sente qualche “buu”. C’è chi sbatte pugni sul tavolo. “Toni e argomenti totalmente inaccettabili. Ci sono altri luoghi e circostanze dove sviluppare battaglia politica – replica Loizzo ad alta voce – l’assemblea è sciolta”. La prima giornata finisce come da copione, o quasi. Le danze in via Capruzzi si apriranno davvero fra qualche giorno. (tratto da bari.repubblica.it/Antonello Cassano)