ROMA – “L’Italia è un paese pronto a proteggere i propri cittadini e che intende continuare a battersi con determinazione” per la liberazione dei due marò. Sono le parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo l’undicesima conferenza degli ambasciatori alla Farnesina.

L’impegno “per difendere le ragioni dei due fucilieri di marina in tutte le sedi internazionali” è stato ribadito anche dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Ieri sulla vicenda si è consumato l’ennesimo scontro Italia-India: New Delhi ha annunciato che si opporrà alle richieste dell’Italia che, tra le altre cose, ha chiesto che l’India si astenga “dall’esercitare ogni forma di giurisdizione” a proposito dell’incidente.

Accanto all’impegno per i marò il Capo dello Stato ha voluto ribadire l’impegno dell’Italia per la liberazione dei quatto tecnici rapiti in Libia “per restituirli all’affetto della famiglia” e nei “confronti di padre Paolo Dall’Oglio “rapito in Siria dalle milizie jihadiste. Ieri Papa Francesco ha rivolto un accorato appello per la liberazione del gesuita e gli altri religiosi sequestrati nelle zone di conflitto.

“I valori sui cui si fonda la Repubblica Italiana”, ha anche osservato Mattarella, “sono valori di pace, umanità e crescita solidale. Possiamo esserne orgogliosi e portarli nel mondo a testa alta, Sappiano, senza retorica, che vi è bisogno di Italia nell’Europa e nel mondo”.

La conferenza è stata l’occasione per affrontare il tema dell’Europa e delle prospettive dell’Unione europea scossa dalla crisi greca: “Adesso alle regole comuni vanno affiancate altre istituzioni comuni, sollecitamente, per evitare di restare in mezzo al guado di una costruzione incompleta con il forte rischio di scivolare indietro” ha affermato il presidente della Repubblica che ha sottolineato: “L’Europa fa meno di quello che dovrebbe, dobbiamo liberarla dagli egoismi nazionali”. Il presidente della Repubblica ha definito “positivo” l’accordo di Bruxelles sulla Grecia ma ha aggiunto: “Non possiamo nascondere la sensazione dell’affievolimento dei legami di solidarietà” che si è evidenziato in queste settimane.

Il richiamo alla solidarietà è giunto anche in merito alla questione immigrazione: “Aiutare chi chiede aiuto o salvare chi sta annegando è un dovere elementare” e le politiche dell’immigrazione europee “dovrebbero essere omogenee”.

Un passaggio del discorso presidenziale è stato dedicato al terrorismo definito “un buco nero dell’umanità”. Poi ha aggiunto: “Quella che dobbiamo intraprendere è una battaglia politica e culturale, prima che militare, contro gli estremismi, contro chi fomenta divisioni, odio e radicalismo. Non abbiamo bisogno di una guerra di civiltà, ma di un patto di civiltà”. Mattarella ha così espresso solidarietà ai Paesi dello sponda sud del Mediterraneo: “L’Italia è al fianco dei Paesi che, sull’altra sponda del Mediterraneo, sono in prima linea nella lotta contro l’oscurantismo e  l’inciviltà”.

Da Mattarella sono arrivati ringraziamenti alla responsabile della Politica Estera Ue Federica Mogherini in quanto una degli artefici degli accordi di Vienna sull’Iran definiti “una storica intesa”. Ma, ha sottolineato il presidente, “ora le intese devono essere ulteriormente implementate” per avere effetti positivi nell’intero Medio Oriente. “Si deve subito – ha aggiunto – rimettere in agenda il tema cruciale del riconoscimento pieno e non reversibile del diritto alla sicurezza di Israele e del diritto all’esistenza dello Stato palestinese”.

Tratto da repubblica.it – 27 luglio 2015

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