Un trand molto alla moda che sbarca (in silenzio, è il caso di dire) nel laboratorio urbano ExOpera, organizzato dai ragazzi del Laboratorio Sociale ResUrb. Un modo differente di pensare ad una serata musicale, quella di ieri 29 luglio. Un sano protagonismo, attraverso cui scegliere, fra 3 diversi Dj, la musica che più si ha voglia di ballare in quel momento. Come avere tre location in una, tutto a rumore zero.

Infatti la silent disco è proprio questo: un evento musicale durante il quale i partecipanti ballano ascoltando la musica attraverso cuffie o auricolari, dispositivi wireless (senza filo) con più canali di trasmissione che permettono di ascoltare diversi deejay o generi musicali all’interno della stessa area.

La moda della Silent Disco trova il suo primo riferimento storico nel 1969 in A Time of Roses, in cui i personaggi indossano delle cuffie durante una festa. Tuttavia il termine viene coniato nel 2005 al Festival di Glastonbury in Inghilterra, dove vennero utilizzate cuffie per evitare di violare le restrizioni sull’inquinamento acustico. Da lì ulteriori esperienze che hanno generato il fenomeno.

Non è la prima esperienza, infatti già lo scorso anno Cerignola vide svolgersi un simile evento. Ieri il sano divertimento ha prevalso su logiche di imitazione e riproduzione. I format di serata replicati da locali, punti di ritrovo e luoghi di aggregazione hanno necessità di essere riletti alla luce di quelli che sono i reali fenomeni culturali del nostro tempo fuori dalle mura cittadine. In questo gli organizzatori ci hanno visto lungo.

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