E’ di ieri la notizia delle nuove nomine di due medici come responsabili rispettivamente del reparto Cariologia, per Alessandro Vitella, e della sezione di Anestesia e Rianimazione, per Matteo Vitulano. Oggi, per capirne di più circa la funzione degli stessi e la riorganizzazione dell’Ospedale “Tatarella” di Cerignola abbiamo ascoltato Rocco Dalessandro, Direttore Sanitario del nosocomio, anche in relazione ai nuovi tagli della sanità per i quali, con ogni probabilità, si giocheranno la partita in Capitanata le strutture di Cerignola e San Severo.

«Si tratta di una manovra che fu già tentata nel 2010 e poi ritirata dopo le proteste dei Sindacati – afferma Dalessandro a lanotiziaweb.it -; infatti, non parliamo propriamente di primari incaricati qui a tempo pieno, e nemmeno di facenti funzione, ma di incaricati ad interim. Questo, in pratica, significa che i medici sono titolari presso altre strutture e acquisiscono anche l’incarico presso la struttura di Cerignola, presumibilmente dividendo a metà l’orario di lavoro visto che siamo umani e non possiamo certo avere il dono dell’ubiquità. La procedura ad interim è possibile quando il titolare si trova in una struttura che non ha un’utenza elevata – spiega il Direttore cerignolano -, come nel caso di Vitulano, titolare a Manfredonia, che ha acquisito l’incarico ad interim di Anestesia e Rianimazione, e di Vitella per la Cardiologia, oggi titolare nella struttura di San Severo».

In verità, ed è ciò che trapela dagli ambienti cerignolani, c’è un vento di positività per i nuovi arrivi, soprattutto per il reparto di Anestesia e Rianimazione dove, la grande professionalità unita a un carico di lavoro ridotto nel centro sipontino per Vitulano, lasciano ben sperare; anche Vitella, per la Cardiologia, rappresenta un’eccellenza professionale ma, alcuni rumors di palazzo, parlano di una possibile arma a doppio taglio. Infatti, il cardiologo su San Severo gestisce un reparto molto ben avviato, con l’Emodinamica annessa, che permette allo stesso di trasferire pazienti da Cerignola, aumentando di fatto il flusso sul centro nord foggiano. Dalessandro, però, ha rassicurato l’ambiente ricordando che «si tratta di un professionista serio al pari del neo arrivato Vitulano e sono certo che lavorerà con responsabilità. Inoltre, gli ho già rappresentato l’idea che stavamo avviando con l’uscente Cannone circa la possibilità di effettuare gli interventi nei centri specializzati, come ad esempio per le angioplastiche, e poi far ritornare il paziente nella struttura cerignolana per la degenza post operatoria».

Le nuove nomine, però, pur viste positivamente da tutto l’ambiente, non esauriscono il vento di negatività che, nelle ultime settimane, sta avvolgendo l’Ospedale cerignolano. Le sorti del nosocomio, infatti, dipendono anche da reparti che, negli ultimi tempi, vivono un presente incerto e un futuro, in prospettiva, assai complicato, alla luce anche delle modalità di nomina che gli organi centrali hanno deciso di adottare. «Si tratta certamente di due indubbie professionalità che aggiungono qualcosa a Cerignola – dichiara Dalessandro a proposito delle nuove nomine -, ma la modalità ad interim non credo sia la soluzione migliore. Sono preoccupato per le sorti future del nostro nosocomio, anche perché si aggiungono altri problemi che non riguardano l’inutile allarmismo di qualche settimana fa, quando Metta disse che accorpavo alcuni reparti nei periodi estivi; quella è una procedura di routine che si fa perché in questo periodo non si procede ad operare, se non per urgenza, nel reparto di oculistica e quindi si rischia di lasciare aperta una struttura, e in servizio diverse risorse umane, senza che questi operino. Nel caso specifico mi riferisco, invece, a Pediatria e al suo futuro dopo il primo settembre: in quella data, infatti, bisognerà nominare un nuovo direttore ma nell’intero comparto Asl non esistono figure titolari; perciò, con la scelta di affidarsi agli interim non so come pensa di muoversi il Commissario. Tempo fa mi venne chiesto di assumere questa carica per qualche mese, almeno da un punto di vista amministrativo, ma poi non se ne fece più nulla».

E le preoccupazioni del Direttore Sanitario guardano anche ad altre figure, fondamentali per la macchina ospedaliera. «Un’altra preoccupazione, non secondaria e già evidenziata dal responsabile Asl, è la questione degli anestesisti. E’ una figura quasi introvabile e di grande importanza nelle strutture ospedaliere. I mezzi per fare assunzioni a tre mesi ci sono ma se mancano le figure professionali, capite bene, diventa molto complesso».