Ci sono storie che, anche a distanza di molti anni, caratterizzano la vita dell’uomo, lo plasmano e lo modellano. Tra credenze forti nel tempo e scetticismo dilagante, specie nella società post moderna, si tramandano racconti a tratti suggestivi. Oggi abbiamo raccolto le parole di una giovane mamma cerignolana e della sua piccola bambina, all’epoca dei fatti, ora ragazza forte e in salute. L’intraprendenza di un genitore, e il contributo della fede, alla base dell’intera narrazione.

padre-pio«Oltre dieci anni fa, era un martedì di settembre, stavo giocando con mia figlia Giulia (utilizziamo un nome di fantasia, ndr.), una bimba di dieci anni, quando notai una protuberanza, come una pallina, tra la gola e il petto – racconta mamma Francesca -; io giovane mamma mi preoccupai e chiesi subito aiuto a mia madre la quale, senza esitare, mi disse che avremmo dovuto approfondire il tutto. Andammo subito a Foggia da un endocrinologo il quale, vedendo la situazione, propose subito una biopsia di una parte prelevata della massa sporgente. Con i risultati immediati tornammo a Cerignola, non prima di aver fissato l’appuntamento, per il lunedì successivo, con uno specialista presso l’ospedale di Rionero, al fine di asportare la massa; tornando da Foggia non avevo ben capito cosa stesse accadendo ma quando mia madre cominciò a piangere, compresi che si trattava di qualcosa di grave, di natura tumorale. Sono sempre stata una persona religiosa e credente ma la rapidità degli eventi non mi dava la lucidità giusta per capire cosa stesse accadendo. La domenica della stessa settimana, il giorno prima del ricovero a Rionero per l’intervento, andai con mia figlia a salutare i nonni, e qui accadde qualcosa di molto particolare che io ritengo esser stato l’aiuto dall’alto: mentre camminavo, infatti – racconta emozionata la signora Francesca -, ho trovato per terra una foto tessera di Padre Pio, e l’ho raccolta; pochi metri dopo ho raccolto una coroncina da rosario di plastica bianca. Lì ho come avvertito qualcosa, ho subito pensato che fosse un segno, che Padre Pio era con me e che mi avrebbe aiutato. L’intervento è andato bene e mia figlia è tornata a vivere come tutte le altre ragazzine, nonostante alcune disfunzioni dovute all’asportazione della tiroide».

Il racconto della concittadina si colora inoltre di conferme, a suo dire, che superano lo scetticismo di molti su argomenti simili. «Non ho mai preteso che gli altri credano nei miracoli, ma io ci credo e l’ho vissuto in prima persona. Qualche anno fa, poi, ho avuto l’ennesima conferma di tutto questo. Incontrai “mamma Ioia” e la mia vita cambiò ancora una volta, riuscì ad avere le conferme di quanto io credevo già fosse accaduto a me e alla mia famiglia. Lei, veggente, mi disse che Padre Pio era con me e che dovevo continuare a ringraziarlo e a purificarmi bevendo l’acqua di una fontana, quella della Madonna della Rose, a Gesualdo in Campania. Sono anni che lo faccio, mi sento bene e mia figlia, che la beve, non ha più avuto problemi e nei controlli post operatori tutto procede per il meglio».

Chi è mamma Ioia? – L’incredibile storia di Maria Vittoria Iorio Bianco, madre di quattro figli, ex insegnante,Mamma Ioia originaria del Piemonte, è nota da tempo. Questa, divenuta dopo la morte del marito, Elia Bianco, suora laica di clausura, terziaria francescana e serva umilissima di Dio servente con il nuovo nome di Ioia Benedetta all’età di quattordici anni ha incontrato Padre Pio da Pietrelcina che le predisse la veggenza. A 22 anni cadde, misteriosamente, dal castello di Gesualdo senza riportare neppure un graffio. La Madonna le è apparsa prima in sogno, ripetutamente e le parlava delle sofferenze dell’umanità e le anticipava straordinari accadimenti che hanno segnato la storia mondiale: dall’attentato al presidente americano Kennedy all’uccisione di Aldo Moro per mano dei brigatisti fino al colpo sparato da Alì Agca in piazza San Pietro contro papa Giovanni Paolo II. In seguito, al fioretto di castità mamma Ioia ha cominciato ad avere le visioni sovrannaturali nei pressi della storica Fontana dei Putti, nel centro storico di Gesualdo. E’ qui che la Madonna è apparsa più e più volte a mamma Ioia immergendosi nelle acque della fonte. Intorno un profumo intenso e delicato di rose. “La fede è un viaggio interiore” dice sempre a chi va a farle visita. Prega e si prodiga per gli altri anche se da anni non esce più di casa e affida i suoi messaggi e la sua testimonianza di vita a qualche amico fidato che a sua volta ha girato la storia di mamma Ioia da Gesualdo a una giovane del paese che ha provveduto a divulgarla. Acqua benedetta della Madonna delle Rose e immagini sacre sono i doni più preziosi che mamma Ioia fa a chi si rivolge a lei anche solo per un consiglio o una preghiera.

Madonna della Rose«A molti può sembrare semplice suggestione, anche perché per i medici ovviamente è tutto o quasi normale, l’intervento è riuscito e quindi tutto procede per il meglio. Io, invece, credo che oltre alla grande abilità e competenza dei medici intervenuti ci sia stata una mano divina, qualcuno al di sopra di noi che si sia preso cura di me e di mia figlia e continua oggi a farlo. Le conferme me le ha date proprio mamma Ioia, che ho avuto l’onore di conoscere e che costantemente incontro con molto piacere. Ho voluto, a distanza di anni, condividere questa mia storia personale – conclude Francesca – per dare testimonianza di fede vera».