«Il Regolamento di Gestione dei Rifiuti ha 20 anni. Avete letto bene, 20 anni. Chi ha governato prima di noi non ha mai pensato di adeguarlo, nel rispetto delle nuove normative. Lo faremo noi in tempi rapidi». Questo il social annuncio dell’assessore Antonio Lionetti lo scorso 17 agosto. Oggi, salvo veline del giorno prima, giunge la nota stampa sul regolamento di gestione dei rifiuti, «momento di comunione fra le esigenze dei cittadini e gli indirizzi di politica ambientale di una Amministrazione». Nello specifico si punta ad «assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani», a disporre «modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani» ma anche «modalità del conferimento della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi». Così come «le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi», «le disposizioni necessarie a ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto», «l’assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani».

Un accento particolare inoltre sul rispetto del regolamento, «strumento di copianificazione, frutto del confronto fra le parti economiche e sociali della città di Cerignola e in continua evoluzione e aggiornamento».

«Scriviamo insieme – conclude l’assessore al ramo – il nuovo regolamento favorendo percorsi di green economy e sostenibilità ambientale, ascoltiamo le esigenze dei cittadini e delle imprese, e costruiamo insieme un modello di gestione dei rifiuti economico, efficiente ed efficace che veramente favorisca il raggiungimento dell’obbiettivo delle 4 R: ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare».

Secca la replica a mezzo social del segretario del Partito Democratico Tommaso Sgarro. «Il Regolamento è uno strumento, appunto, di REGOLAZIONE delle attività inerenti la produzione e la gestione dei rifiuti solidi urbani. Metterci dentro la “copianificazione con le parti economiche e sociali (?) della città”, la “green economy”, semplicemente significa parlare delle stelle cadenti la notte di S. Silvestro. Queste cose, semmai, dovrebbero far parte di una pianificazione programmatica e strategica di un’amministrazione comunale ed è evidente, quindi, che sono tutt’altra cosa rispetto ad un Regolamento. Programmi e strategie, si aggiunga, di cui quest’amministrazione è totalmente sprovvista in qualsiasi settore di governo, non solo in quello ambientale».