L’isolamento della “ Terra Vecchia “, il Borgo medievale di Cerignola, dal tessuto culturale e socio-economico della nostra città, sarà l’argomento del nuovo incontro presso il Palazzo ex Monte Fornari, nell’ambito dei “Venerdì al Museo “, venerdì 21 agosto. Antonio Galli introdurrà l’argomento con una foto conferenza a cui seguirà il dibattito. La cittadinanza e le Autorità sono invitate.

Per la sua natura costitutiva la Terra vecchia, arroccata su di una piccola altura e ancora circoscritta da eminenze architettoniche sorte su ciò che rimaneva delle antiche mura, del castello feudale e delle porte di accesso, ha mantenuto nel corso dei secoli un isolamento che, se da un lato l’ha preservata nella sua struttura originaria, dall’altro l’ha relegata ai margini dello sviluppo urbanistico e socio-economico extra moenia della città a partire dal ‘ 700, lungo le direttrici ad est e a sud ( Piano delle fosse granarie e via Melfi). Per colpevole negligenza degli uomini l’isolamento è continuato sino ai giorni nostri e con esso il degrado architettonico , materiale, morale, culturale , con la perdita di un’identità e di una originalità che è patrimonio di noi tutti come comunità civile. Siamo colpevoli di quello che è oggi il borgo antico, degradato, abbandonato a se stesso . Eppure lì ci sono le nostre radici, lì è nato anche il nostro sviluppo.

Addirittura negli anni passati qualcuno ( molto qualificato professionalmente ) aveva palesato l’idea di abbattere l’intero quartiere, trasferendo altrove i residenti e , naturalmente, permettendo la costruzione di edifici moderni e di una via di collegamento tra via Manfredonia e via Melfi. Scartata la folle idea… successivamente fu costruito l’Albergo Moderno, in parte su preesistente struttura del ‘ 500, recentemente demolito dal proprietario, tra polemiche circa il riuso del sito; un edificio a sei piani prospiciente largo Matera ; e fu follemente concessa la licenza di addossare alla vecchia Cattedrale, monumento di indicibile valore storico e monumentale, nucleo originario dello sviluppo urbano del Borgo, un palazzaccio a più piani, deturpando sia la piazzetta antistante la cattedrale ( porta laterale del ‘500) e sia la zona perimetrale di via 13 Italiani con l’antica porta ovest ( Arco di Carbutto ). Qualcuno potrebbe dire “ acqua passata, non si capiva, non c’erano normative precise, altrove è successo di peggio “. E’ vero, anche se non è giustificabile alla luce dell’intelligenza prerogativa degli uomini e del senso estetico che regola la natura e il mondo. Ma il guaio è che si è continuato a fare scempio anche negli ultimi anni:” errare Humanum est, perseverare diabolicum “ : abusivismo incontrollato, abbattimento di antiche abitazioni e costruzioni di palazzine non consone all’ambiente, villetta di stile bavarese in largo Portella, ristrutturazioni disarticolate e disomogenee per scelte tecniche e tipologia di rivestimenti esterni, infissi esterni , colori diversi , uso smodato di pensiline metalliche, riconversioni in box auto di abitazioni di un certo pregio. Sarebbe bastato intervenire e consigliare, istituendo presso l’Ufficio tecnico comunale un’Agenzia per il Centro storico che seguisse le vicende e le trasformazioni, effettuando un monitoraggio ed elaborando proposte operative e progetti di cogestione tra pubblico e privato e soprattutto … effettuando controlli sistematici !, facendo rispettare le norme in fatto di Piano particolareggiato esistente.

Per la verità, recenti interventi pubblici hanno migliorato la vivibilità del Borgo con la pavimentazione, il riassetto della rete idrica e l’illuminazione adeguata. Speriamo in ulteriori interventi e nella buona volontà di tutta la comunità affinché la Terra Vecchia possa essere integrata nel tessuto urbano con iniziative vivificanti e attività commerciali, come è avvenuto in Centri storici di città a noi vicine, dove pubblico e privato hanno saputo collaborare e progettare.

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