Grande interesse e curiosità del pubblico per l’evento che ha dato il via alla terza edizione del Cacc’e Mmitte Festival,mercoledì 19 agosto, nel cortile di Palazzo D’Auria Secondo a Lucera.

Ad aprire la serata sono stati i bambini che, sotto la guida della libraia Mariangela Maggiore de Il Sasso nello stagno, hanno letto alcune favole tratte dal libro di Dente. Favole che parlano di solitudine, di paure, di lupi, di amore e di tanto altro.

A guidare il viaggio tra le parole, le storie e i personaggi delle Favole per bambini molto stanchi scritte da Giuseppe Peveri, è stato Adelmo Monachese, coautore del sito www.lercio.it e del libro “Un anno Lercio” (Rizzoli). Per oltre un’ora Adelmo e Dente hanno giocato con le parole raccontando, tra umorismo e nonsense, come e perché è nato questo libro – pubblicato a giugno scorso da Bompiani e giunto alla terza ristampa in soli due mesi – che ancora non trova, e molto probabilmente non troverà mai, una collocazione univoca nelle librerie. “C’è chi lo ha inserito nella sezione poesia, chi in libri per ragazzi, chi addirittura in narrativa, chi nelle novità. Questo dimostra che ho inventato un nuovo genere letterario”, afferma Dente divertito.

Il pubblico presente ha trovato sicuramente stimoli per risvegliare lo stupore, la meraviglia, la fantasia, perché, come ha detto Dente “giochiamo a fare gli adulti e dimentichiamo di avere dentro tutte queste cose”. E infatti l’alternativa al titolo scelto per il libro era Favole per genitori svogliati, “perché in realtà i bambini molto stanchi sono gli adulti che hanno un bambino stanco dentro”.

Tra la lettura di alcune favole e le domande curiose di Adelmo Monachese, Dente riconosce che la libera interpretazione gli piace molto, “è bello che ognuno interpreti le favole a modo suo, cogliendo o meno la morale”, ed esalta i difetti fisici, “perché sono anche i nostri pregi, ci fanno essere quello che siamo”.

Il libro, diviso in dodici “capitoli”, offre spazio alle delicate illustrazioni di Franco Matticchio, scelto dal cantautore per questa collaborazione: “gli ho inviato – superando le difficoltà legate al fatto che Franco non ha il cellulare, non usa la mail e non sta molto in casa – la lista di argomenti di cui parlavano le poesie e lui mi ha mandato le tavole che mi sono piaciute da subito”.

Poi Dente ha raccontato di come ha iniziato a scrivere: “la prima canzone che ho scritto non so dire qual è, il motivo neanche. Mi piace pensare che fosse un bisogno, e ancora oggi mi fa piacere che sia un bisogno e non un mestiere”.

L’evento è stato organizzato anche in collaborazione con la libreria di Lucera Kublai.

Il prossimo appuntamento del Cacc’e Mmitte Festival è giovedì 3 settembre con Chiara Civello (vox, piano, chitarra, ukulele), accompagnata al piano e al sax da Alfonso Deidda.

CONDIVIDI