[dropcap color=”#000000″ bgcolor=”#cf0000″ sradius=”0″]L'[/dropcap]emergenza sicurezza, tema e problema che già da qualche anno affligge l’intera città, non trova fine. Lo sanno i commercianti, lo sanno i cittadini (molti distratti nel non aver visto nulla), lo sanno i politici e gli amministratori. Cosa si è fatto negli ultimi tre anni? Poco. Cosa si sta facendo negli ultimi mesi? Ugualmente poco, se per criminalità si intende quel “sistema” organizzato che opera fregandosene della legge.

Cerignola ha bisogno di più uomini di pubblica sicurezza, ma forse anche di più cittadini con la “c” maiuscola, di più esempi positivi, di più educazione. Già perché ciò che arriva ad occhi distanti da questo territorio è troppo spesso una città ineducata, o maleducata, peggio. Una città che non rispetta neanche se stessa. Una città (intesa come comunità di persone, ndr) che non rispetta neanche il proprio futuro.

Un futuro incerto scritto giorno dopo giorno tra le pagine nere, quelle di cronaca. Oltre 100 episodi di crimine nei tre mesi estivi (giugno, luglio e agosto, ndr). A dirla con i numeri, un evento criminale di rilievo (rapina, furto, ecc.) al giorno. Mescolato con indifferenza e impotenza di cittadini e istituzioni.

Il buio è pesto, ma da quale parte può arrivare la luce? Da Foggia? Da Bari? Da Cerignola? Da ogni parte, vien da dire. Una città abbandonata ha bisogno dell’aiuto di tutti, ma soprattutto di risollevare il proprio tessuto produttivo, quella parte di città che oggi ha paura di investire in un territorio così poco ospitale.

A fine agosto, o come si dice a Cerignola “dop i call”, la priorità sarà ancora la sicurezza, per tante ragioni, perché non è vero che La mafia uccide solo d’estate.

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