La Regione Emilia Romagna in aiuto degli agricoltori romagnoli per salvare frutta e verdura dal proliferare della cimice asiatica (Halyomorpha halys) nelle campagne. L’insetto infatti, che -è bene precisarlo- non punge e non trasmette malattie né all’uomo né agli animali, è una specie invasiva in grado di produrre danni alle produzioni agricole e durante questa estate ha messo a repentaglio i raccolti soprattutto nel Modenese. L’emergenza, tuttavia, ha riguardato anche la provincia di Reggio Emilia e quella di Bologna.

LA STORIA – Halyomorpha halys è stata segnalata per la prima volta in Emilia Romagna nel 2012, ma solo questa estate la sua presenza è cresciuta a tal punto da costituire una seria minaccia per alberi da frutto e piante ornamentali in particolare. Altri focolai sono stati riscontrati in Lombardia e in Piemonte. L’insetto si presenta di colore marmorizzato grigio-marrone ed è lungo tra i 12 e i 17 millimetri.

I RIMEDI – «Stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione attraverso i tecnici del Servizio fitosanitario regionale» ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli, riferendo che «oltre al monitoraggio, la Regione sta supportando gli agricoltori nell’individuare le più efficaci misure di contrasto, mentre ho già provveduto a scrivere ai ministri delle Politiche agricole Martina e dell’Ambiente Galletti per valutare anche azioni a livello nazionale, tra cui la possibilità di introdurre un antagonista naturale». La Regione sta anche predisponendo un depliant informativo per i cittadini, in cui saranno indicate le misure più idonee a debellare la cimice asiatica: per «salvare» frutta e verdura, ma anche per trovare accorgimenti utili per eliminarli dall’interno delle abitazioni, dove può trovare rifugio durante la stagione invernale.

Tratto da corriere.it