All’IISS Pavoncelli di Cerignola, il 14 settembre primo giorno del nuovo anno scolastico, prende avvio il progetto di ricerca-azione “flipped classroom” o classe capovolta. “La classe capovolta – dice Pio Mirra dirigente scolastico dell’istituto – parte dall’idea di invertire il tradizionale schema di insegnamento e apprendimento, facendo dell’aula non più il luogo di trasmissione delle nozioni ma lo spazio di lavoro e discussione dove si impara ad utilizzarle nel confronto con i pari e con l’insegnante. La Flipped classroom non è una nuova tecnologia o l’ultima trovata di una creativa startup, ma una proposta di trasformazione della didattica che emerge dalle esperienze di docenti che vogliono cambiare la scuola”.

Il progetto “flipped classroom” aveva bisogno anche di nuovi ambienti di apprendimento. Al centro dell’aula non c’è più il testo e nemmeno il docente, ma ogni studente. Il docente svolge il ruolo di facilitatore dei processi di apprendimento, di sostegno allo sviluppo delle facoltà cognitive, di guida nello sviluppo delle competenze: attività oggi più rilevanti e critiche di quelle della diffusione dei contenuti. Ecco che un team motivato ed affiatato di docenti, Enzo Buttiglione, Angelica Lasalvia, Antonio Meleleo, Francesco Marinelli, Francesco Paciello, Annamaria Senatore, Laura Zefferino, coadiuvati dal Direttore Amministrativo Francesco Curci, ha cominciato a ricercare in rete nuovi modelli di arredo delle aule. Le nuove aule non hanno i tradizionali banchi e lavagna in ardesia, ma postazioni allievi colorate, leggere, scomponibili e ricomponibili in configurazioni diverse in base al lavoro che si vuole fare. Le aule laboratorio fanno perdere gradualmente la posizione centrale al docente che trasmette ad un gruppo che ascolta e stimolano invece la costruzione di gruppi di studenti che attivamente costruiscono la conoscenza mediante la discussione, il confronto, sotto l’occhio e la guida vigile del docente regista dell’apprendimento.

“Il 14 settembre 2015 saranno inaugurate alcune “flipped classroom” e la gioia è grande perché le aule sono belle e a disposizione dei nostri ragazzi e di un gruppo affiatato di persone motivate ed entusiaste, poco retribuite ma che hanno creduto in questo progetto. E’ una linea in controtendenza rispetto al diffuso disinteresse generale che aleggia intorno alla scuola, lo sappiamo – dice Pio Mirra – e questo ci sembra il vero miracolo”.