Si dice che le persone passano ma in alcuni casi le idee restano. Ci sono persone, grandi persone, che come le loro idee non vanno affatto via e che a distanza di tempo fanno sentire forte la loro presenza. Questo non è merito solo di un grande carisma o di una spiccata personalità ma quasi sempre dipende da quello che hanno realizzato in vita, dalla qualità delle loro azioni e delle loro parole. Dipende da quanto bene si è donato in maniera genuina, pulita, gratuita, come fosse la cosa più semplice da fare.

Il riconoscimento dell’ Unione europea Lo sanno bene i volontari della comunità Emmaus di Foggia che hanno continuato ad operare sulla scia degli insegnamenti della loro guida, Don Michele De Paolis, fondatore nel 1978 dell’oasi salesiana, sede di accoglienza e sostegno per giovani disagiati e che nella giornata di ieri hanno ritirato il Premio Cittadino Europeo 2015, riconosciuto al sacerdote scomparso lo scorso anno. La cerimonia, tenutasi ieri presso gli Archivi Storici dell’Unione Europea di Villa Salviati a Firenze, ha visto tra i premiati italiani anche l’Istituto di Medicina Solidale Onlus, l’Associazione Viandando di Gaia Ferrara e Medici con l’Africa Cuamm.

La proposta del riconoscimento al “prete degli ultimi”, come spesso è stato definito Don Michele per il suo continuo impegno nei confronti dei più deboli, è stata avanzata dall’europarlamentare Elena Gentile ed approvata dall’onorevole Sylvie Guillame, vicepresidente del Parlamento europeo e cancelliere dell’onoreficenza.

Il ricordo dell’on. Gentile «Infaticabile costruttore di pace, di giustizia sociale, di eguaglianza tra popoli – dichiara l’onorevole Elena Gentile – ; questo è stato e continuerà ad essere Don Michele per chi ha avuto la fortuna di condividere un sogno: quello di ridonare dignità e diritti alle persone più fragili e più deboli. Nella nostra comune esperienza di vita ha rafforzato in me la convinzione che spendersi per il bene comune restituisce alla Politica ed all’impegno Istituzionale il senso vero di una militanza a servizio delle comunità. Mi piace ricordare – continua la Gentile –  i tanti obbiettivi raggiunti, le tante sfide vinte: costruire una dimensione dell’accoglienza nei confronti dei piccoli stranieri, ripensandola come una grande occasione per riconciliarli con la bellezza dei sentimenti, restituire valore alla vita delle persone ormai divenute “scarti” donando ancora una volta loro dignità.

Un sacerdote fuori dagli schemi che ha interpretato il Vangelo come straordinaria occasione di riscatto sociale e di giustizia. Una visione di Comunità come luogo di vita, di fratellanza e di convivialità delle differenze che lo ha reso protagonista del suo tempo che i tanti  come me che hanno avuto la fortuna di incrociarne lo sguardo continueranno a declinare nella loro vita di tutti i giorni. A me l’onore – conclude l’onorevole –  in rappresentanza del Parlamento europeo di consegnargli questo importante riconoscimento. Il Premio Cittadino Europeo 2015 va alla memoria di un uomo di fede, dalla grande umanità».

Grande l’emozione di chi ha lavorato fianco a fianco con il prete salesiano e che ha condiviso con lui le grandi battaglie a tutela dei diritti di tutti, soprattutto dei più fragili. Il ricordo di Don Michele De Paolis e le sue idee forti idee non hanno mai abbandonato i giovani ospiti della sua comunità e questo premio è la dimostrazione di quanto sia attuale e vivo il suo messaggio. Una vita dedicata agli ultimi, agli esclusi; una vita a ricordare che solo attraverso la solidarietà, la non violenza e l’accoglienza incondizionata si può costruire un futuro di pace.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La solenne cerimonia di Bruxelles Il Premio Cittadino Europeo viene assegnato dal 2008 a cittadini singoli, gruppi o associazioni che si sono spesi per favorire l’integrazione europea e il dialogo tra i popoli, mettendo in pratica i valori della Carta dei diritti fondamentali dell’UE. I vincitori del Premio saranno invitati a partecipare alla sessione solenne del Parlamento europeo il prossimo 14 ottobre. Un’occasione per i rappresentanti della comunità di Emmaus di Foggia per far rivivere, ancora una volta, il ricordo di Don Michele.