“Le nostre eccellenze produttive promuovono il nostro territorio meglio di qualsiasi campagna di marketing, perché nei nostri prodotti c’è la terra, il lavoro, la storia e la capacità d’innovazione che le imprese del Basso Tavoliere e di tutta la Capitanata sanno esprimere”. Valerio Caira, presidente del Gal “Piana del Tavoliere”, tira le somme dei due giorni di workshop e “Press tour” organizzati dal Gruppo di Azione Locale in cui giornalisti, amministratori locali e imprenditori si sono confrontati sul tema: “I linguaggi della comunicazione-Raccontare le tipicità”, l’evento che si inquadra nel segmento delle attività di misura dell’Informazione alle imprese e al territorio previste dal PSR, con l’obiettivo di far comprendere l’importanza strategica della comunicazione, con particolare riferimento alle attività di internazionalizzazione e di valorizzazione turistica e culturale. Un’iniziativa verso la quale il sindaco di Cerignola, Franco Metta, e l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Mimma Albanese, entrambi presenti al convegno d’apertura, hanno espresso grande apprezzamento e convinto sostegno, mettendo in evidenza l’importanza delle azioni intraprese dal Gal negli ultimi anni. “Fino a 20 anni fa – ha detto Caira in apertura – si diceva che le nostre imprese sapevano produrre, ma non riuscivano a creare valore aggiunto attraverso la trasformazione delle nostre tipicità agroalimentari. Oggi il Basso Tavoliere si è affermato sul mercato nazionale e internazionale. Ma c’è ancora molto da fare. La richiesta del Made in Italy sta nuovamente crescendo, come confermano gli ultimi dati sull’export italiano: il vino, l’olio, gli ortaggi ed il food che esportiamo in tutto il mondo, devono diventare fattore di promozione culturale di tutto il nostro patrimonio materiale e immateriale”.

Venerdì 18 settembre, il workshop che ha inaugurato i due giorni dedicati al racconto delle tipicità, tenutosi nell’aula magna dell’Istituto Agrario Giuseppe Pavoncelli di Cerignola, un modello vincente di formazione: “L’’85% dei nostri studenti – ha dichiarato orgogliosamente Pio Mirra, dirigente del Pavoncelli – trova un lavoro attinente al proprio percorso di studi entro 36 mesi dall’acquisizione del diploma. Quindi stanno dando i frutti che speravamo la collaborazione e le convenzioni attivate con le imprese. La ricerca e l’innovazione applicate all’agricoltura offrono migliori prospettive di ottenere un lavoro soddisfacente, capace di invogliare i nostri giovani a costruire qui il loro presente e a realizzare il loro futuro”. Del raccordo tra la Puglia e le realtà d’oltreoceano ha parlato Palma Caramia – esperta di commercio internazionale e collaboratrice delle testate canadesi “Snap Magazine” (periodico di travel and food) e “Niagara this week” (settimanale online di cultura e società) la quale, ricordando orgogliosamente le sue origini pugliesi, ha evidenziato come è strategico puntare sulla qualità dei prodotti “Made in Puglia”. “In Canada abbiamo qualche difficoltà a promuovere le nostre eccellenze agroalimentari, pur avendo un mercato di grande interesse. È necessario unire le forze e puntare a un comune obiettivo che possa garantire la massima tutela dei consumatori e offrire maggiori opportunità soprattutto per le piccole e medie imprese. In questo senso, le pratiche di buona comunicazione sono strategiche per aprire nuovi business per l’economia locale”.

Significativo e denso di spunti anche stato l’intervento di Rosalia Chiarappa: “Il Tavoliere – ha rimarcato il direttore responsabile del portale internet Apulia Magazine – è un’esperienza multisensoriale da far vivere in ogni suo aspetto. Per far comprendere quali e quante siano le meraviglie della nostra terra, occorre costruire un offerta che valorizzi la scoperta di viaggio appassionante e coinvolgente tra gusti, musica, cultura, artigianato, ambiente e talenti del territorio”. Per raccontarsi, e realizzare una buona narrazione di un’area ricca di bellezza come il Basso Tavoliere, è necessario essere predisposti a dare il giusto rilievo agli aspetti positivi e a non sopravvalutare le criticità. E’, questa, secondo Rossella Grandolfo, la via maestra da percorrere. “E’ una delle cose che ho compreso in tanti anni di esperienza giornalistica e televisiva – ha spiegato il caposervizio dell’Agenzia News Mediaset. Spesso la Puglia finisce in prima pagina per notizie negative, ma sempre più frequentemente, negli ultimi anni, la nostra regione ha saputo conquistare gli onori delle cronache come luogo incantevole, accogliente, ricco di fascino per la sua cultura, la musica, la creatività. E’ questo l’aspetto che dobbiamo far emergere, semplicemente volendo più bene alla nostra terra”. Le conclusioni del workshop sono state affidate a Michele Bungaro, responsabile relazioni istituzionali Unaprol: “Noi siamo la Ferrari dell’olio extravergine di oliva nel mondo. In Italia, sono radicate più di 250 milioni di piante d’ulivo e, di queste – ha sottolineato – ben 61 milioni sono in Puglia, una regione che vanta 5 olii a Dop. La produzione d’olio extra vergine ha un valore di 1 miliardo e 400 milioni di euro l’anno, un dato che arriva fino a 3 miliardi nella fase di trasformazione, vale a dire il 3% del fatturato totale dell’agroalimentare italiano. La Puglia, la Capitanata, hanno le chiavi per riaccendere il motore dello sviluppo per tutto il Paese. Dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi, imparando a comunicare questa fierezza e la nostra unicità”.

Il “Press Tour” ha poi condotto i giornalisti all’interno delle aziende d’eccellenza del Basso Tavoliere, mostrando loro “Le Cantine de La Manna” e l’insediamento teutonico di Torre Alemanna, a Borgo Libertà, gli stabilimenti a Santo Stefano, in cui si produce l’oliva dop “La Bella di Cerignola”, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo e le Cantine Biancardi a Cerignola e “Tenuta Posta della Casa” ad Orta Nova. “C’è una sapienza antica e una nuova forza innovativa nelle nostre imprese agricole – ha concluso Caira – e il nostro impegno, e la sfida che stiamo conducendo con apprezzabilissimi risultati, è quello di trasformare sapienza e forza innovativa in una filiera di sviluppo che integri produzioni agroalimentari, cultura, turismo e produca anche lavoro per i nostri giovani”.

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