Botta e risposta a colpi di post facebook tra il Sindaco Franco Metta e la Consigliera del Pd Maria Dibisceglia. E’ stato il primo cittadino a replicare alla piddina circa lo stanziamento di alcuni fondi per la ristrutturazione e manutenzione di alcuni immobili in zona Torricelli, con termini oggettivamente poco consoni alla figura istituzionale da questi ricoperta: «Una gufetta del PD dà di matto per la rabbia di dover costatare che abbiamo 700 mila euro per interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria in due fabbricati di via Urbe a Torricelli. I fabbricati più fatiscenti del quartiere. Nei quali la principessa non ha mai messo piede. Occhio al fegato, gufetta. Stiamo lavorando. Arrivano anche i soldi per 50 alloggi di edilizia popolare in Via Cagliari, ex istituto industriale Righi. Non vorrei ti scoppiasse, carina». 

Giunge rapida e perentoria la risposta della giovane consigliera che punta il dito proprio sul linguaggio utilizzato dal Primo cittadino, ironizzando su un vecchio accaduto di questi all’indomani dell’elezione: «Notoriamente chi dà di matto tra me e lei, non sono io… e lo dimostra anche con questo post. Purtroppo vivo nella convinzione che il primo cittadino debba mantenere un rigore istituzionale e che non possa mai arrivare a tanto… poi ricordo di chi stiamo parlando. La ringrazio per essersi interessato alla mia salute, io faccio altrettanto con lei. Da carina principessa sono una fan delle scarpe: considerato il meteo, per favore, metta le scarpe chiuse. Non vorrei leggere di un altro paio di mocassini affogati».

Il web, e molti consiglieri d’opposizione, si sono soffermati sulla terminologia usata dal Sindaco, cosa criticata anche da alcuni componenti di maggioranza (si vocifera, tra le altre cose, che le dimissioni di Pezzano dipendano anche dai modi che il Sindaco sta palesando dopo le elezioni, ndr), ritenendola inadeguata e ricordando a Metta quanto accaduto qualche anno fa, quando l’allora Sindaco Giannatempo (da Metta definito, sull’accaduto, “cafone”, ndr) rivolgendosi alla consigliera cicognina Loredana Lepore, l’apostrofò con l’aggettivo bella, salvo poi scusarsi per l’infelice e istintiva uscita; fu proprio l’oggi Primo cittadino, già consigliere d’opposizione, a scagliarsi pesantemente contro Giannatempo in difesa della sua collega.

Da “bella”, di Giannatempo a Lepore, a “carina” di Metta a Dibisceglia: cos’è cambiato?

  • Vogliamo una Cerignola 3.0

    L’intelligenza fa paura e si reagisce con lo sberleffo. Passano le amministrazioni ma i vizietti restano. Certo un oppositore donna, intelligente e per di più donna deve essere proprio fastidiosa se il linguaggio è al limite della decenza anche se non volgare. Mi accontenterei che si fossero almeno azioni amministrative oneste e trasparenti e nel pieno rispetto della legalità nel senso più ampio del termine, ma il nostro sindaco pare proprio non risuscirvi.
    Un grazie a Maria Dibisceglia per la tenacia e le energie sane che impiega nelle sue funzioni esempio per tutti a destra e sinistra