E’ stata una degli ospiti più attesi della VI Edizione della Fiera del Libro dell’Editoria e del Giornalismo,dieri sera presso Exopera (Piano Delle Fosse: Caterina Chinnici magistrato e figlia del giudice Rocco Chinnici, assassinato dalla mafia a Palermo nel 1983, ha presentato il suo libro “Così lieve il tuo bacio sulla fronte”, edito da Mondadori. L’evento, che è stato realizzato in collaborazione con il presidio cittadino di “Libera”, ha visto la Chinnici dialogare attraversando i ricordati di una vita con una punta di commozione; molti episodi salienti del padre, dall’approdo a Palermo alla nascita del Pool Antimafia con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, al suo impegno come europarlamentare in difesa dei diritti della giustizia. Per Lanotiziaweb.it in esclusiva ci ha spiegato come mai ha scelto di scrivere il libro con i ricordi personali del padre: “Non è stato facile scrivere un libro su di lui, in molti mi avevano chiesto di farlo, mi sono decisa a farlo quando sono passati 30 anni dalla sua morte, e sollecitata dai ragazzi mi sono decisa e l’ho fatto perché tanti volevano sapere come era mio padre. Lui oltre ad essere stato un grande magistrato era un padre tenerissimo con tutti noi, sia nei momenti più tranquilli che in quelli difficili degli anni duri della lotta al crimine ed alla mafia”. La caccia a Matteo Messina Denaro continua imperterrita da parte delle forze dell’ordine e certamente non è lontano il giorno della sua cattura, ne è convinta l’autrice che a precisa domanda risponde: “Sono convinta che il lavoro meticoloso dei magistrati siciliani per arrivare all’unico boss ancora latitante darà i suoi frutti, ci vorrà ancora tempo ma la strada è quella giusta”.

Prima della Chinnici c’era stata un altro ospite in Fiera, si tratta di Yvan  Sagnet che ha presentato il libro “Ama il tuo11951867_917075761672896_1686010897860412878_n sogno. Vita e rivolta nella terra dell’oro rosso”, Edizioni Fandango, nell’evento moderato dalla giornalista Rita Oratore, in cui racconta come la sua vita sia cambiata lavorando sui campi e per difendere gli interessi dei suoi connazionali nella lotta contro il caporalato e a questa testata racconta: ’’E’ una battaglia per questo paese, una battaglia di civiltà perché questo fenomeno colpisce sia gli stranieri che gli italiani; i casi di questi mesi dimostrano che abbiamo avuto morti da entrambe le parti, bisogna fare tanto con le istituzioni. Stiamo lavorando per fare in modo che le situazioni non passino sotto silenzio presto”.

  • Vero Riformatore

    Auguro pubblicamente la cattura di Matteo Messina Denaro