Ancora una volta, la “Fiera Del Libro, dell’Editoria e del Giornalismo” organizzata dall’Associazione di promozione sociale “OltreBabele”, chiude con un bilancio assolutamente positivo la sesta edizione, sia per la qualità degli ospiti che per gli argomenti trattati. Ma soprattutto (è bene ribadirlo) la città ha risposto pienamente anche quest’anno, con Exopera (Piano delle Fosse) affollato di tanta gente che ha seguito la tre giorni fra dibattiti, voglia di leggere o compare un libro. Dietro questo successo, si cela un intenso lavoro in cui l’associazione è stata impegnata nel corso di questi mesi: contattando gli ospiti, mantenendo costante il rapporto con le scuole, e soprattutto facendo in modo che la lettura sia un piacevole momento di riflessione e approfondimento. Anche l’ultima giornata della kermesse è stata emozionante sin dal mattino, con la presentazione del libro di Daniele Dabbico “Sbalzi di umorismo”, in cui per la prima volta cartaceo e Facebook si incontrano, parlando di episodi realmente accaduti e che l’autore descrive nel momento stesso in cui accadono, sia in ambito familiare che nella realtà di ogni giorno. Poi si è passati alla premiazione dei laboratori scolastici, la presentazione della pubblicazione “Abbasso la guerra” dal nome della mostra itinerante ospitata in Fiera ed anche di “Quando scrivo…sogno”, della giovanissima Laura Giovagnoli, a cura di Paola Grillo. Premiati gli alunni delle diverse scuole che hanno partecipato al progetto “Rigenera la città”: Marconi, Battisti, Opera San Francesco, Opera Buonsanti.

La serata è trascorsa all’insegna della scuola, con Christian Raimo e “Tranquillo Prof…la richiamo io”, edito da Einaudi. L’autore, in esclusiva al nostro giornale, dice: «Il libro è nato come un tentativo di scrivere un romanzo sulla scuola diverso dal solito, per trarre tante sfaccettature sul ruolo dei docenti, ma anche dei diversi aspetti degli studenti: perciò si tratta di un testo in cui si parla male della scuola in genere. Questa riforma scolastica non mi piace per niente, cambia poco e si pensa solo ai problemi organizzativi, legati anche alla formazione del docente ed anche alla mancanza di una attività pedagogica. Si doveva osare di più». Chiusura tutta dedicata a Fabrizio De André: prima un dialogo con Luigi Viva -della Fondazione Fabrizio De André- su vita, sogni e passioni del cantautore, a seguire il concerto della Tribute Band “La cattiva strada”, in cui parole e musica di un grande del firmamento musicale italiano restano ancora vive negli occhi e nelle emozioni, chiudendo una edizione da ricordare.