Si è svolta nel pomeriggio di ieri, a Foggia, la marcia dei migranti contro il razzismo e in memoria di Mamoudou Sare, il giovane originario del Burkina Faso ucciso lo scorso 21 di settembre nelle campagne di Lucera perchè aveva prelevato tre meloni da un fondo agricolo della zona. Il corteo  ha preso le mosse dal pronao delle Villa Comunale ed ha percorso Via Lanza, Piazza Giordano Giordano, Corso Cairoli, Piazza XX Settembre e Corso Garibaldi per poi concludersi in Piazza Cesare Battisti. Organizzata da una serie di sigle associative (dalla Flai Cgil di Foggia all’Anolf, passando per Africa United) l’iniziativa ha visto una buona partecipazione della comunità migrante foggiana e della provincia (diverse decine i lavoratori appositamente giunti dal Ghetto di Rignano), mentre scarso è stato il coinvolgimento della cittadinanza del capoluogo dauno e completamente non pervenuta, invece, quella delle Istituzioni. “Giustizia”! è stato lo slogano più volte scandito dai manifestanti, tra i quali erano presenti anche una rappresentanza dell’ambasciata del Burkina Faso Margherita Bambara e i legali delle persone offese (gli avvocati Nicola Famiglietti e Stefano Campese). Attimi di tensione si sono vissuti in Corso Garibaldi, nei pressi della Prefettura quando una parte dei manifestanti si è adunata nei pressi del palazzo del Governo, sfiorando il contatto con il cordone degli agenti in tenuta antisommossa. Ripristinata dopo poco la calma, il corteo è proseguito pacificamente nell’indifferenza di una città ormai cinica e assopita. Intanto le indagini vanno avanti e, dopo l’esame autoptico sul cadavere di Mamoudou, sembra essere prossima l’audizione, nelle forme dell’incidente probatorio, delle persone offese. Una di queste, il ragazzo ferito ad un polmone, sta vedendo il suo quadro clinico leggermente migliorare.

  • VERO

    UN OMICIDIO FRUTTO DEL PIU’ BIECO RAZZISMO.