Un’indagine complessa che mette insieme il vecchio appalto per la telecardiologia gestito da Cardio Online fino al nuovo servizio inaugurato al Policlinico di Bari. Diversi i fascicoli quindi sui tavoli dei tre PM. Le indagini, condotte dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, per il reato di concussione, nascono dalla denuncia dell’ex assessore regionale Elena Gentile, titolare della Sanità nell’ultimo stralcio del governo Vendola. Per la Gentile vi erano presunte irregolarità nell’espletamento del contratto che la Cardio on Line sottoscritto con la Regione nel 2004. A seguire altre denunce e segnalazioni. Non ultima quella sul nuovo servizio, quello attivo al Policlinico da giovedì.

«I costi erano alti, altissimi – ha affermato Elena Gentile in una lunga intervista pubblicata ieri dal quotidiano La Repubblica -. Pagavamo 1 milione 200mila euro a cui si aggiungevano 600mila euro per il potenziamento del servizio. Ma avrebbero dovuto raddoppiare il numero di cardiologi e operatori per ogni turno di lavoro; invece, davano dei “premi” a quelli che già si rimboccavano le maniche, e basta. Tutto questo per 1 milione 800 mila euro, che con l’Iva diventavano 2 milioni 200mila. Un’enormità. Stabilimmo così di trasmettere gli atti alla procura della Repubblica».

Emiliano ConsiglioAnche Michele Emiliano sta attenzionando la situazione della Telecardiologia, nonostante le beghe riguardanti l’Oncologico di Bari. A tal proposito Elena Gentile, dopo aver evidenziato il triennio di crescità di quello che è uno dei più importanti centri di ricerca, ammonisce l’operato del Sindaco di Puglia. «Il presidente è caduto nella trappola del M5S, che vanta parentele molto strette all’interno dell’Oncologico: non si tratta di una calunnia, ma della verità dei fatti. Tuttavia assecondare la rabbia, manifestata dai grillini in consiglio regionale contro questo presidio medico di prim’ordine, non è la strada giusta per rimettere a posto le cose. Caro Emiliano – conclude la Gentile -, in politica non si può essere ingenui».