Il Parlamento europeo riconosce a don Michele de Paolis e alla comunità Emmaus di Foggia il Premio Cittadino Europeo 2015. La cerimonia solenne si è svolta lo scorso 14 ottobre nello spazio Yehudi Menuhin della sede parlamentare di Bruxelles ed è stata presenziata da Sylvie Guillaume, vicepresidente del PE, nonché presidente di giuria del premio.

Il premio conferito al sacerdote scomparso lo scorso anno individua l’impegno costante nella difesa dei diritti umani. Una vita dedicata agli ultimi, 66 anni di sacerdozio con un unico obiettivo: tendere la mano, abbracciare ed accogliere gli “ultimi”, costruire in maniera concreta un luogo che potesse rappresentare un rifugio soprattutto per l’anima. L’Europa premia la dedizione del prete salesiano e applaude alle donne e agli uomini della comunità foggiana che con costanza e determinazione riescono a portare avanti, in una terra segnata da grandi sofferenze, il progetto di amore e di pace di don Michele.

Il ricordo dell’eurodeputato Elena Gentile «La solennità della cerimonia celebrata nella casa delle cittadine e dei cittadini europei impreziosisce un riconoscimento alla comunità di cui mi onoro di far parte. Una ulteriore irresistibile motivazione a continuare sulla strada che ci ha indicato don Michele de Paolis. Le sue parole non erano mai di circostanza, il suo sguardo profondo era un invito costante ad amare fuori dalle consuetudini dei riti e dalla ipocrisia della cultura imperante. Il suo era, è e rimane un messaggio di rivoluzione. Questo mondo ha estremamente bisogno di una nuova, importante rivoluzione. Penso che don Michele continuerà per sempre a chiederci questo».

DSCF6938Il nutrito gruppo della comunità Emmaus, arrivato direttamente da Foggia, ha potuto festeggiare il suo fondatore con uno dei riconoscimenti più importanti che l’Unione Europea possa riconoscere. Il Premio Cittadino Europeo viene conferito dal 2008 a persone, gruppi ed associazioni che si sono distinti per l’incessante impegno a sostegno di politiche sociali e di coesione tra i popoli. Un impegno ricordato anche da Rita De Padova e don Vito Cecere della comunità foggiana che hanno raccolto l’eredità di don Michele e continuano, come lui, con caparbietà, ad invertire rotte che spesso sembrano destinate a non cambiare mai.

Le parole di Rita De Padova «Questo premio è un incentivo a continuare l’attività svolta da don Michele che ci ha insegnato ad essere cittadini del mondo. La comunità di Emmaus è una realtà sociale ed economica valida e radicata nel nostro territorio oltre cinquanta ragazzi ci lavorano e si sono resi protagonisti di una crescita personale e della collettività. Fare gruppo, fare comunità, questo era il pensiero di don Michele e l’abbiamo fatto anche oggi, con la nostra presenza qui».

Don Vito Cecere: «Il premio è il segno tangibile di un’attenzione rivolta alla realtà della comunità Emmaus. Don Michele ha sempre promosso la creazione di contatti e legami tra le persone. Questa è la continuità di una storia, è l’esperienza di una Chiesa con idee nuove, condivise. Questo riconoscimento è uno stimolo ad essere instancabili».