A parlare di «oscure strategie» su Sia e ciclo dei rifiuti è Tommaso Sgarro, leader dell’opposizione di centrosinistra. E a ben guardare i primi mesi di amministrazione Metta, l’azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti ha occupato pagine e pagine di stampa locale.

L’evidente mancanza di strategia e programmazione sul fronte rifiuti ha portato in questi mesi a tirare a campare, come già si era fatto negli anni precedenti. «Il Piano Regionale sulla gestione dei rifiuti urbani non è stato minimamente assunto a modello di riferimento» ammonisce dall’opposizione Sgarro. Una circostanza questa che apre a tutta una serie di problemi che gravitano intorno all’universo SIA. Dalla mancata autosufficienza finanziaria alla qualità del servizio non si intravede la luce alla fine del tunnel.

IL CAMBIAMENTO IN SIA Dopo le annunciate decurtazioni economiche per la scarsa qualità del servizio a SIA, verso la quale il comune di Cerignola ha un debito di circa 4,5 milioni di euro, passati più di 100 giorni dall’insediamento vengono finalmente accettate le dimissioni del dirigente di vertice Francesco Vasciaveo. Viene nominato il nuovo consiglio (Devenuto, Iungo e Lisi) e il direttore generale Capacchione.

GLI “ERRORI” DEL CAMBIAMENTO Grossolano l’errore di Metta & Co che ignorano il DPR 251 del 30.11.12, nel quale si prevede che i consigli di amministrazione delle società controllate e collegate rispettino la parità di genere, ovvero nel caso di cda a tre, almeno un componente deve essere donna. Senza considerare che all’articolo 4 del Regolamento SIA si specifica che la «copertura di posti con qualifiche dirigenziali può avvenire mediante contratto a tempo determinato, anche al di fuori della dotazione organica e solo in assenza di professionalità analoghe presenti all’interno della società». Proprio in SIA ce ne sono quattro. In ultimo la rinuncia alla discarica e al compostaggio rappresenteranno, nel medio periodo, un danno ingente al patrimonio del consorzio.