“La Provincia non riesce a dare risposte nei settori per i quali ancora esiste, quali scuole e strade”. È questa la sintesi dell’intervento di Gianvito Casarella, ieri, nell’Aula di consiglio di Palazzo Dogana, dove era in corso la discussione sul bilancio di previsione 2015 e gli adempimenti connessi. Alla fine il documento è risultato approvato con 7 voti favorevoli e 4 contrari (Fi ed Ncd).

Il consigliere provinciale di Forza Italia ha posto l’accento sul quadro normativo che ha umiliato le Province ad Enti di secondo livello e svuotato le casse. “Il Governo ci chiede una relazione programmatica 2015/2017 – ha osservato – dimenticando che queste strutture sono liquidazione entro il 2016, salvo sconvolgimenti di leggi. Conoscevamo la situazione un anno fa, quando ci siamo candidati, ed addentrandoci man mano abbiamo solo verificato quanto sia peggiore di quanto si immaginasse”.

In un Ente di secondo livello, ciascun eletto è anche amministratore nel proprio Comune. “Conosciamo già in casa nostra i problemi creati dagli ultimi Governi agli Enti periferici – ha incalzato Casarella – . Ogni giorno affrontiamo i tagli verticali prima del tecnocrate Mario Monti, poi del sindaco d’Italia Matteo Renzi, già immemore di essere stato massimo amministratore di Firenze e della sua Provincia. Ci saremmo aspettati che conoscesse ed avesse a cuore le sorti degli Enti locali. Invece no”.

In una situazione simile, tra resa e protesta, restano “le occasioni fornite dai bandi europei”, stilando “le priorità”. “Questa Provincia di recente – ha ricordato Casarella – si è preoccupata di dubbie operazioni immobiliari di incerto futuro e tutt’ora confuse anche nell’esito. Ma ha dimenticato anche solo un comunicato stampa di solidarietà ai Comuni colpiti dalle violente piogge. Ben vengano le adesioni ai progetti di promozione turistica, ma nei fatti i nostri siti turistici sono spesso inaccessibili a cittadini e turisti. I sindaci sono scesi in strada sul Subappennino a spalare il fango dalle strade e rimuovere gli alberi con propri mezzi. L’intervento della Provincia è stato tardivo ed insufficiente, con uno 0 euro nel capitolo delle somme urgenze. Inaccettabile, in un territorio purtroppo soggetto a fenomeni di questo genere, anche a causa dei noti problemi di dissesto idrogeologico”.

Quindi, la provocazione: “Se non si riesce a programmare a partire dalle priorità delle scuole e delle strade – ha concluso il consigliere cerignolano – , e con uno sguardo attento all’Europa, non resta che impacchettare la fascia blu e mandarla dimostrativamente al signor Renzi”.