“Il 3 novembre si commemora la prematura scomparsa di Giuseppe Di Vittorio e si celebra la permanenza delle sue idee sui diritti, il lavoro, i giovani”. Lo afferma Giovanna Zunino, direttrice dell’associazione Casa Di Vittorio, a margine della manifestazione organizzata dalla Cgil Foggia nella masseria di Orta Nova in cui il giovanissimo Peppino lavorò da bracciante dove “abbiamo partecipato ad uno sciopero al contrario: manifestare lavorando – continua Zunino – una prassi che proprio Giuseppe Di Vittorio contribuì ad introdurre come forma di lotta di classe e di solidarietà civica”. Grazie all’impegno dei dirigenti e dei militanti della Cgil è stata ripulita l’area in cui era stato posato il cippo commemorativo vandalizzato così da renderla maggiormente accessibile e fruibile, e lo stesso è stato messo in sicurezza “nella speranza che non ci siano altri stupidi oltraggi alla sua memoria”.

Proprio sulla memoria di Giuseppe Di Vittorio e del movimento bracciantile e operaio in Puglia sarà incentrata l’attività culturale che Casa Di Vittorio svolgerà nei prossimi mesi nelle scuole di Cerignola, dove ha sede l’Associazione. Il filo conduttore degli incontri sarà il libro ‘Guardati dalla mia fame’ scritto da Luciana Castellina e Milena Angus (ed. Nottetempo) che i tragici fatti del ‘46 ad Andria, culminati nell’uccisione delle sorelle Porro ad opera di un’inferocita folla di braccianti. “Un’opera che intreccia storia e finzione con originalità e partecipazione, disvelando una delle tante vicende cruente che caratterizzarono la lotta di classe negli anni dell’immediato dopoguerra. Il lavoro di ricostruzione storica è particolarmente pregevole e ne fa un testo adatto al confronto con gli studenti per sollecitare tra loro una discussione sulla complessità di quel periodo storico. Il lavoro con le scuole sarà concluso in febbraio dall’incontro con Luciana Castellina – conclude Giovanna Zunino – per approfondire le circostanze politiche e sociali che trasformarono la fame in violenza”.

CONDIVIDI