Una collaborazione inedita, ma al tempo stesso importante, quella che ha visto cooperare l’ospedale “Masselli Mascia” di San Severo con il presidio ospedaliero “Tatarella” di Cerignola, riconosciute dalla Corte dei Conti Europea eccellenze nel campo delle nuove apparecchiature Tac e Risonanze Magnetiche. All’indomani delle considerazioni del direttore generale dell’Asl Fg, Vito Piazzolla, Lanotiziaweb.it ha fatto visita al nosocomio ofantino, entrando nelle stanze dove si trovano le nuove apparecchiature in cui vengono effettuate esami veloci e di assoluta affidabilità; l’efficienza passa attraverso l’acquisizione simultaneamente su più strati corporei (128) in frazioni di secondo, con una dotazione software innovativa che permette di affrontare qualsiasi tipo di verifica in pochi secondi. Caratteristica principale del nuovo macchinario è la presenza di un dispositivo che consente di abbattere la dose di radiazione dell’80% rispetto alle Tac tradizionali e che adatta costantemente, durante l’esame, in modo completamente automatico, l’emissione della radiazione alle caratteristiche fisiche di ogni paziente ed allo specifico distretto corporeo in esame, assicurando, così, la migliore qualità con la minore invasività. Se per una normale Tac erano necessari 12 mesi per ridurre le radiazioni, con queste di ultima generazione solo 2.

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Il Direttore Sanitario Rocco Dalessandro, dichiara soddisfatto: «Un grande impegno dell’Asl Fg per certificare che i fondi europei sono stati spesi correttamente e tutte le procedure in essere; ci riempie di grande soddisfazione e siamo in grado di fornire al territorio regionale le migliori apparecchiature che si possono immaginare. Una importante sinergia con la struttura di San Severo di grande significato, e per ciò che concerne il nostro presidio mi corre l’obbligo di ringraziare il dottor Sandro Scelsi responsabile della radiologia, e soprattutto chi dal punto di vista tecnico ha reso indispensabile il tutto, l’ingegnere Massimo De Santis». Dalessandro poi ha precisato anche le problematiche di organico che il presidio cittadino vive ormai da tempo: «Io non parlerei di carenza, direi piuttosto di dover fare fronte ai bisogni della utenza; l’affidamento diagnostico, l’allungamento della vita, porta a far sì che la crescita della domanda sia esponenziale, ragion per cui queste grandi macchine hanno ragione di esistere proprio in virtù di questo; a volte ci rammarica il non poter sfruttare pienamente i macchinari, poiché per poter utilizzare appieno i servizi ospedalieri e per l’utenza esterna occorrono risorse umane».