Nasce oggi una nuova rubrica, dai toni sarcastici e dal respiro nazionale. “Politicamente Scorretto”, questo il nome del nuovo appuntamento de lanotiziaweb.it si propone di appassionare il lettore, specialmente chi fatica ad interfacciarsi alla politica nazionale, alla lettura di articoli brevi, ma sarcastici e scorrevoli, che gli offrano un quadro della situazione, da destra a sinistra, raccontando le notizie a margine, da un angolatura diversa dalla tipica notizia da Tg.

Di seguito il primo numero apre una rubrica che, a cadenza settimanale, non passerà inosservata tanto agli addetti ai lavori quanto al grande pubblico.

Non capita a tutti, specie in politica, di ‘consegnare le targhe’ del proprio percorso politico in maniera così plateale e spicciola.
Silvio Berlusconi dopo 22 anni di attività politica – eletto alla Camera dei Deputati nel marzo 1994 e riconfermato nelle successive quattro legislature. Dopo aver ottenuto quattro incarichi da presidente del Consiglio con 3340 giorni complessivi di potere, si consegna in una piazza non sua e sotto le aspettative.

A confliggerlo il “nuovo che avanza” – Giorgia Meloni, ma soprattutto Matteo Salvini – che nel loro intervento se la son ben guardata da citare i tempi in cui erano solo gregari e il Caimano disponeva di loro a suo piacimento.

Il già premier tiene un discorso di circa mezz’ora che poco entusiasma la piazza, i cui sbadigli vengono coperti a fatica da un gruppiscolo di fedelissimi capeggiati dalla signora Santanchè, che tanto aveva insistito per la partecipazione del suo leader alla manifestazione, contro il parere di gran parte di quel che rimane del gruppo dirigente di FI.

Berlusconi mostra un fragile volto antieuropeista – dopo aver partecipato solo due giorni prima a una manifestazione dei partiti aderenti al PPE con la Merkel, anche lì in seconda linea e tenuto ben a distanza da tutti – ponendo ai piedi di Matteo quel che era rimasto del suo fare da rappresentante del mondo “moderato” (perché la gran parte l’aveva già consegnata all’altro Matteo col Patto del Nazareno) sotto slogan xenofobi e razzisti.

Neanche gli antagonisti e i centri sociali sono lì per lui.
L’obiettivo oggi è Salvini e i suoi amici fascisti di Casapound.

La “celebrazione funebre” si chiude con un Berlusconi scioccato dinanzi alla folla esaltata ed esultante per Salvini, che lascia in un angolo una fotografia vecchia di vent’anni, dell’ex-premier accanto a Umberto Bossi ex-leader leghista.
Il Caimano nel suo ultimo sospiro, tenta un guizzo mediatico, cercando di rubare una foto ricordo da prima pagina, che lo avrebbe visto al centro della Meloni e di Salvini, quest’ultimo però si mostra attentissimo a non farsi fregare, smarcandosi e chiamando a raccolta nella foto tutti i suoi sostenitori sul palco, riconquistando la scena e lasciando nell’angolo il povero Silvio, che così lascia la scena tra i cori e gli applausi per Salvini, che suonano per lui come un de profundis.