«Prima annunciavano urbi et orbi l’avvio della mensa scolastica il primo ottobre. Buco nell’acqua. Poi annunciavano l’imminente bando per la mensa per cinque anni. Alla fine la montagna partorì il topolino (non un animale a caso…) che ha la faccia della presa in giro per le famiglie di Cerignola». Con queste parole Tommaso Sgarro, Consigliere d’opposizione, torna sull’argomento mensa scolastica, evidenziando problematiche che stanno facendo scivolare l’amministrazione Metta su uno dei cavalli di battaglia della scorsa campagna elettorale.

In cinque anni d’opposizione cicognina, infatti, a più riprese si era dibattuto sull’opportunità di stabilizzare un servizio, dando modo allo stesso di coprire l’intero anno scolastico, affidandolo attraverso pubblico bando a un’azienda che garantisse la salubrità dei cibi e che producesse gli stessi non in Zona Industriale, e quindi non a ridosso di inceneritori di rifiuti speciali. Il riferimento, neanche tanto velato, era propria alla Ladisa, azienda che con Giannatempo Sindaco era affidataria del servizio, e che proprio Metta aveva aspramente criticato poiché collocata a ridosso di un centro di smaltimento di rifiuti sanitari.

Oggi, come già avevamo preannunciato un mese fa, ai proclami a mezzo social del Primo cittadino circa un bando che darà modo all’azienda vincente di gestire la mensa per i prossimi cinque anni, non c’è stato alcun seguito pratico, con un servizio che ad oggi non è ancora partito e che nessuno sa quando effettivamente prenderà il via. «Ancora un annuncio a vuoto – sottolinea il Segretario cittadino del Pd -. Parole, parole, parole, per scaricare al Dirigente con la Delibera di Giunta n.294 del 06-11-2015 il bando di affidamento della mensa scolastica che non si sa come e quando vedrà la luce. Un modo per prendere tempo. Sul bando ci sarà da stare attenti. A quanto si leggono confermano la loro povertà politica saccheggiando parte di quella che era l’idea di mensa scolastica promossa dal centrosinistra in campagna elettorale».

La questione mensa, attenzionata in campagna elettorale e in cinque anni di opposizione proprio dai civici, con Lucia Lenoci e Antonietta Scardigno, grandi escluse dal Metta post vittoria, trovava un’idea di risoluzione a partire dalla questione bollini. Proprio la dirigente e la sua vice, infatti, paventavano l’opportunità di rivedere le fasce di reddito al fine di ridurre la quota economica per le famiglie più bisognose e garantire, quindi, un servizio accessibile a tutti. E Sgarro torna proprio su questo tema: «Senza parlare della conferma  per quanto riguarda le fasce sui bollini dove il cambiamento recepisce la delibera della precedente amministrazione di centrodestra, non reinserendo alcuna fascia di esenzione per le categorie protette e le famiglie disagiate». 

Allo stato attuale delle cose, perciò, risulta complesso comprendere quando avrà inizio l’erogazione del servizio e questo, per le scuole e i dirigenti, oltre che per le famiglie tutte, rappresenta una problematica organizzativa ed economica non trascurabile. Con ogni probabilità, vista la continua dilatazione dei tempi, non è difficile auspicare, nella migliore delle ipotesi, un inizio a partire da dicembre o, come molti prospettano, addirittura dopo le festività natalizie. L’unica certezza è il nome dell’azienda che gestirà la mensa, come conferma Sgarro: «Con questa delibera di fatto la mensa scolastica, per un periodo pari all’intero anno scolastico, viene riaffidata alla (prima) tanto combattuta Ladisa che ha il suo contestato stabilimento in piena zona industriale. Ancora una volta bugie e doppia morale contraddistinguono l’operato del sig. Metta. Le mamme di Cerignola già protestano. Un’altra promessa cede il passo alla realtà che è ben diversa da quella degli annunci e dei comunicati stampa».