L’epilogo della questione “mensa scolastica” è un «condensato di ridicolo e surrealismo politico». Questa l’opinione del Partito Democratico di Cerignola, secondo il quale su tutto c’è stata «assenza di strategie, di programmazione», quindi «improvvisazione».

GLI EVENTI E LE MUTAZIONI «A fine settembre – fanno sapere dal PD – l’avv. Metta annuncia durante un comizio e sui social che il servizio partirà, parola sua, il 1° ottobre. Mente sapendo di mentire. Per oltre un mese, infatti, l’argomento non è più all’ordine del giorno. Qualche giorno fa la sorpresa: si annuncia un bando; che non si sa né quando né come partirà ma nel frattempo viene affidato “in proroga” alla solita ditta Ladisa. Quella stessa ditta sulle cui presunte “malefatte”, sulla cui presunta insalubrità dei cibi Metta & Co. hanno costruito gran parte del loro consenso, delle loro fortune elettorali. Cos’è cambiato nel giro di così pochi mesi?».

LA DOMANDA – L’aver rilevato “aria pulita”, a detta dell’ARPA, in Zona Industriale non convince il partito di via Mameli. «Se nulla desta allarme – si chiedono – per quale motivo l’amministrazione comunale ha proposto ricorso al TAR, dopo aver disertato la “Conferenza di Servizi”, contro l’AIA rilasciata alla società ECOLAV per il suo impianto di trattamento rifiuti? L’impianto è quasi contiguo a quello della Ladisa e se si denuncia la sua incompatibilità con la zona in cui dovrebbe operare, come mai ora va tutto bene e c’è da stare tranquilli, perchè sperperare denaro pubblico?».

IL BANDO – «L’assessore Lionetti ci informa che “la ditta che si aggiudicherà l’appalto dovrà garantire indifferibilmente una sede posta lontana da aree, zone ed impianti inquinanti ed insalubri”. Tipo? Un impianto di trattamento rifiuti, aziende che trasformano prodotti agricoli, con il carico di rifiuti e fanghi prodotti, sono da considerarsi inquinanti ed insalubri?».

L’AFFIDAMENTO A LADISA – «Non pago l’assessore prosegue: ”nel frattempo che le procedure di gara abbiano il loro esito, per garantire il servizio mensa si dovrà inevitabilmente prorogare l’affidamento alla ditta Ladisa”. Inevitabilmente? Inevitabilmente perchè o, forse per meglio dire, per chi? Si sarebbe potuto procedere ad un affidamento diretto ad altra ditta visto impegnando un somma adeguata e procedendo rapidamente ad indire una gara. A Manfredonia lo hanno fatto».

In ampia contestazione con la scelta e con la mutazione di giudizio da parte dell’amministrazione sull’azienda Ladisa, il Partito Democratico apostrofa l’accaduto come «ennesima prova di sciatteria o, peggio, di debiti politici contratti in campagna elettorale e che ora si devono, inevitabilmente onorare. A proposito, com’era quella storia dei “padroni” che raccontavano quattro mesi orsono?».

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  • attenzione .

    Io penso che non sia possibile monitorare l’aria in zona industriale con una sola postazione mobile e in un piccolo arco di tempo

    • ElDiablo

      Io penso che non bisogna votare più questa gente

  • GENITORE

    Il controllo della zona effettuato in soli due mesi, la legge parla di almeno 1 anno di campionamenti, l’emissioni di PM10 altamente pericoloso pe la salute supera ben 8 volte la soglia già abbondante di 50 ug/m3 . Il limite massimo di superamenti è di 35 all’anno……. se in due mesi 8 volte in un anno 48 di media!!!!! NO????

    • Ospite

      Ma visto che è così pericoloso chiudiamo la zona industriale no perché tutti quelli che ci vivono e lavorano sono a rischio no? E magari lasciamo solo Ecolav che inquina no? Che dite potrebbe essere un idea no? Chiudiamo tutte le industrie alimentari , il panificio, tutti .cioè chiudiamo le industrie sane e lasciamo chi provoca i problemi no?
      Che dite