Parigi piange. In questi giorni capitale di un’Europa sotto attacco. Un attacco terroristico senza precedenti in Europa: il drammatico bilancio conta 129 morti, 352 feriti, di cui 99 gravi, secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica di Parigi Francois Molins. Nel massacro al teatro Bataclan si contano 89 morti.

Su una cosa bisognerebbe soffermarsi: gli obiettivi degli attacchi e giorno e ora dell’ esecuzione. Locali notturni, lo stadio di Parigi con oltre 50000 spettatori, il live club Bataclan durante un concerto heavy metal. Sparatorie sulla rue de Charonne, nell’XI arrondissement di Parigi, altri colpi di arma da fuoco a boulevard Beaumarchais e a Faidherbe, tutti e tre luoghi a pochi metri da place de la Bastille, tutti frequentati dalla popolazione giovanile francese.

Sport, cultura, svago in un venerdi sera preinvernale, nell’ora di massima presenza dei giovani francesi. E’ un chiaro attacco ai giovani francesi. Ai giovani europei. Studenti, giovani lavoratori, ricercatori, insomma, la “generazione Erasmus” nel mirino dei terroristi (anche questi molto giovani).

Le immagini dei ragazzi uccisi, la corsa disperata di chi è riuscito a salvarsi, i volti angosciati e gli abbracci dei ragazzi rimasti intrappolati sul campo da gioco allo Stade de France stridono gravemente con l’insopportabile brusio dei giovani sui social in certi comodi commenti di maniera.

Tralasciando gli insopportabili parole sguaiate di alcuni parlamentari e opinionisti in tv (diventati di colpo tutti esperti di terrorismo e mondo islamico) e le ripugnanti espressioni retoriche di sciacalli dell’ultim’ora come Salvini e Gasparri, il mondo giovanile sui social si divide.

  • Neo-commentatori anti islam, nel banalissimo e pericolosissimo passaggio Isis=Islam: “Via gli immigrati”, “Chiudiamo le frontiere”, “Bruciamo le moschee”, che condividono (si spera inconsapevolmente) immagini con scritte propagandistiche dei neo fascisti.
  • I complottisti circolari, quelli che ad ogni occasione “…è colpa dell’America, del Vaticano, della P2, di pezzi di Stato deviato” senza argomentare in alcun modo le proprie posizioni.
  • I condividisti, coloro che leggendo solo il titolo di improbabili link, condividono notizie imbarazzanti da siti altrettanto improbabili.
  • I salvinisti, corrente trasversale da destra a sinistra di commentatori che condividono ogni sproloquio del leader leghista, i primi per dire “C’ha ragione”, i secondi per scrivere “sciacallo”. Entrambi le specie contribuiscono comunque a divulgare le baggianate simil xenofobe del Matteo leghista.
  • Infine, ci sono i rinunciatari, coloro che appena aprono facebook, ritrovandosi la bacheca pienà dei post dei commentatori delle categorie su scritte, scelgono di abbandonare facebook per qualche giorno.

Le scorribande sui social si attenuano dopo qualche giorno, ma restano i residui di infiltrazioni strane, che si ripercuotono sulla vita di tutti i giorni. Tanto di cappello a tutti quei giovani che utilizzano i social che in diversi modi urlano si al diritto alla sicurezza, senza intaccare però la sicurezza dei diritti. La lotta culturale al terrorismo deve partire dai giovani europei che credono e lavorano per l’equilibrio culturale tra identità e dialogo.

  • Albert de Paris

    Si, esatto un attacco alla giuventù di Parigi, francese, di tutto il Mondo!!!! La condamna deve essere umanime, tutti contro la violenza ed il terrorismo!!!! Parigi é piombata nel terrore, la paura é padrona della città!!!!! Giovini restate uniti, la soluzione non é vicina, ma insieme si puo’ fare!!!!!!