Rispondere al terrore con la cultura e l’arte. È questa la proposta del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del suo esecutivo: “Per ogni euro in più investito sulla sicurezza ci deve essere un euro in più investito sulla cultura!”. In arrivo una “carta bonus” da investire in teatri, musei, concerti e cultura per tutti quei ragazzi che compiono 18 anni il prossimo anno. E non sono pochi, parliamo di 550 mila italiani che diventeranno maggiorenni nel 2016. Quella fascia di società che si trova nella “terra di mezzo” per la politica da anni: troppo grandi per le politiche per l’infanzia e troppo piccoli per la politiche giovanili.

Perché “snobbare” questa misura che permetterà a Davide di vedere il concerto della sua band preferita, a Fabio di fare quel corso di francese che non riuscirebbe a pagarsi con le mance del bar, a Rebecca la possibilità di comprare la collana di libri su Alda Merini che ama tanto, a Francesca di acquistare le ultime uscite di Zerocalcare o di vedere finalmente in teatro Ascanio Celestini…

In un Sud in cui quasi il 25% dei minori non può permettersi attività ricreative di tipo intellettuale o sportivo e in cui il 16% dei minori vive in famiglie che hanno da zero a dieci libri (dati tratti da Save the Children), perché storcere il naso? Perché agitare lo “spauracchio egualitario” di fronte ad una misura che tiene tutti dentro ad un’età in cui la “paghetta di famiglia”, risulta essere sempre troppo risicata per spendersi in cultura. La cultura è un diritto? Sottoscrivo.

E 500 euro sono pochi, sono troppi, sono giusti? Questo non interessa, non ora. Il punto è altrove, ed è tutto giocato su quelle due parole usate dal premier: opportunità e responsabilità.  L’opportunità di gestire personalmente questo budget che apre l’accesso al mondo della cultura agli adolescenti. La responsabilità di mettere a valore questa possibilità come un beneficio collettivo, per tutti.

Davide, Fabio, Rebecca, Francesca…voteranno per il premier appena diciottenni? È l’insulto peggiore che si possa fare ad una generazione che oggi ha ben poco da imparare da chi li considera incapaci di giudicare e di decidere sul proprio futuro e su quello del proprio paese.

  • Mazingflex

    E perché proprio i diciottenni? Ma soprattuto è prevista una soglia di reddito? E perché non ai disoccupati? E gli anziani con pensione minima? Non è la formula in sé che desta perplessità, ma il target così ristretto. Come se la cultura fosse importante solo a quell’età. Gli investimenti da fare nella cultura sono ben altri. Lasciatevelo dire da uno che lavora nel settore. Oppure andate a fare un giro in un qualsiasi ufficio della sovrintendenza dei BBCC. E vedete come stanno messi. Come sempre si propongono specchietti per le allodole e i provvedimenti seri non si prendono mai.

    • Francesco

      – Gli 80€ prima delle elezioni da dare solo ai “dipendenti”, e basta.
      – i 500€ solo e soltanto ai diciottenni con aggiunta di 100€ in più se voti PD alle elezioni future.
      – il “jobs act” da destinare agli sciacalli per la creazione di occupazione fantasma.
      – il “salva banche” per una cerchia ristretta di amici.
      e giuro che ne dimentico tante…