Lo scorso 4 novembre, intorno alle ore 21:00, all’interno di una sala giochi sita nel centro storico di Cerignola, mentre gli avventori, fra una chiacchiera e l’altra, guardavano tranquilli la partita di Champions Roma – Leverkusen, due sicari, con il volto coperto da caschi, irrompevano all’interno della sala giochi, armati di una pistola 9×21, e sparavano due colpi all’indirizzo di MAZZILLI Luigi, 46 anni, di Cerignola, facendolo rovinare a terra.

Prima di andare via, i due individui completavano la loro opera sparando un ultimo colpo alla testa del MAZZILLI, ormai esanime a terra.

Una vera e propria esecuzione di carattere mafioso che ha riportato alla mente dei cerignolani i periodi bui degli anni ‘90, quando gli omicidi erano all’ordine del giorno.

mazzilli pasqualeA seguito di questo brutale omicidio, gli agenti del Commissariato P.S. di Cerignola, diretto dal Vice Questore Aggiunto Colasuonno Loreta, avviavano indagini col fine di risalire ai mandanti nonché agli esecutori materiali dell’omicidio; dette indagini, consistite prettamente in una pressante campagna d’informazione da parte degli uomini della Polizia di Stato, portavano a ritenere che MAZZILLI Pasquale era entrato in possesso di una pistola con la quale aveva intenzione di vendicare il fratello ucciso. I poliziotti, non conoscendo la probabile vittima né il momento dell’esecuzione, decidevano di svolgere un lungo servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione del MAZZILLI Pasquale,  in modo da evitare di fornirgli la possibilità di mettere in atto quanto pianificato. Quanto dedotto dai poliziotti corrispondeva al vero, in quanto, intorno alle ore 16:00, MAZZILLI usciva di casa e saliva a bordo della propria autovettura; gli agenti appostati notavano che MAZZILLI armeggiava qualcosa in auto, nascondendola poi al di sotto del giubbotto che indossava, all’altezza della cintola. Si decideva , pertanto, di procedere al controllo di MAZZILLI Pasquale che, effettivamente, veniva trovato in possesso di una pistola Browning cal.7.65, con il colpo in canna ed altre 6 cartucce nel caricatore. La pistola era effettivamente nascosta nella parte anteriore del pantalone.

Al momento dell’arresto, MAZZILLI Pasquale, informalmente, riferiva che si era armato soltanto per proteggersi, lasciando intendere di essersi ritenuto in pericolo perché probabile successiva vittima di omicidio.

MAZZILLI Pasquale, dopo le formalità di rito, veniva associato alla Casa Circondariale di Foggia, come disposto dal Sost. Proc. di turno, a disposizione della competente A.G..