Un dicembre ricco di appuntamenti per i tanti giovani di Cerignola, e non solo, grazie all’impegno e alla tenacia di un gruppo di giovani, da anni impegnati nel sociale, che da qualche tempo hanno deciso di dar forma e sostanza al Laboratorio Sociale di Resistenza Urbana (ResUrb). Obiettivo, per nulla taciuto, quello di offrire un luogo nuovo, uno spazio condiviso di confronto e di crescita fondato esclusivamente sul sostegno reciproco. Nato nel 2011, con l’idea di opporsi all’omologazione e banalizzazione delle forme espressive e comunicative dell’era post moderna, oggi conta un gruppo di circa 40 ragazzi compresi tra i 15 e 30 anni, che animano e portano avanti le proprie finalità, rimanendo comunque aperti a tutti coloro che volessero entrare a far parte di questa grande famiglia.

Godano

Per dar seguito a questa nobile idea, dal 21 dicembre a 6 gennaio, torna l’IndieGesto, nella versione Winter Festival: un’idea sempre nuova nel segno di un rinnovato spirito di coesione sociale verso i giovani che oggi, più che in passato, sono costretti a lasciare Cerignola per potersi regalare una serata di buona musica, la presentazione di un’interessante volume o anche solo apprezzare una mostra. La kermesse torna prepotente con numerosi appuntamenti: si parte stasera, con l’esibizione live dei Leitmotiv, band pugliese molto apprezzata nel panorama emergente, il cui sound si snoda tra le note del rock e gli arrangiamenti folk; seguiranno gli appuntamenti con “La ricerca della Bellezza“, un dialogo con Cristiano Godano, storica voce e leader dei Marlene Kuntz e Giancarlo Onorato, sabato 26 dicembre, e il Dj set di ‘O Zulù (Luca Persico), frontman dei 99 Posse il 28.

'O Zulù

Un cartellone culturale che darà spazio, inoltre, ad altri incontri molto interessanti: dalla mostra del cerignolano Pasquale Mansi, alla presentazione di Ghetto Italia, reportage di Leo Palmisano e Yvan Sagnet sul capolarato in Italia; dalle esibizioni live di artisti locali emergenti, come Buva, Lanterna di Diogene e Fukjo, a un incontro-riflessione sul ruolo della donna nel mondo islamico con i ragazzi del “Salotto Nerd”.

E se tutto questo non bastasse, all’interno del laboratorio sono attive già alcune attività che proseguiranno l’anno prossimo quando, fanno sapere i responsabili della struttura, ci saranno nuove iniziative. Una sala prove per band musicali, interamente costruita dai ragazzi, permette a giovani aspiranti musicisti di porre le basi per il proprio futuro artistico, grazie anche alla sala di registrazione. Con l’inizio del nuovo anno, inoltre, saranno attivati corsi di musica e avvio allo strumento, oltre al solito spazio dell’Aula Studio pomeridiana con supporto didattico per tutti i ragazzi che hanno difficoltà a scuola. Il luogo, fanno sapere i ragazzi, è completamente autogestito, si finanzia con le attività e servizi che svolge e con l’autotassazione senza ricevere alcun supporto economico pubblico-istituzionale.

Silent disco

Ieri sera, in attesa del via di oggi, presso l’Exopera si è svolta la Silent Disco, un altro appuntamento di cartello per il Laboratorio Sociale: centinaia di ragazzi, ognuno con la propria cuffia, in una discoteca all’aria aperta a impatto acustico pari a zero. Grazie alla tecnologia wireless, infatti, la Silent Disco permette ai partecipanti di ascoltare la musica direttamente in cuffia a distanza dalle consolle dei DJ. Tre le esibizione simultanee di ieri, nell’evento organizzato dal ResUrb in collaborazione con Fuoricorso Cafè: Dance-House, Reggae-Rock e Hip Hop – Dubstep, con la presenza in console dei cerignolani Andrea Ordine, Nico Tampone, Antonio Tarricone e Giorgio Roselli. Serata riuscitissima, al suo terzo appuntamento, che ha visto convogliare i molti ragazzi in un ambiente per certi versi surreale, per chi non indossava le cuffie, e che testimonia una volta di più la richiesta di spazi ed eventi come questo per le giovani generazioni cerignolane, per coloro che, come precisano i ragazzi del ResUrb, “sono disposti a non assecondare le logiche della massa, resistendo alle lusinghe del consumismo, dell’utilitarismo, del ‘fanno tutti così’, dell’emarginazione sociale per essere l’incrocio tra il ‘centro’ e la ‘periferia’ culturale della città“.

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