La foto emblematica della partita è rappresentata da Ciccio Teofilo portato a spalla zoppicante sotto la curva gialloblu a salutare i tifosi dopo, non ce ne voglia nessuno, la più bella partita del torneo. L’Angel Manfredonia e l’Olimpica basket hanno offerto una grande prestazione densa di emozioni, capovolgimenti di fronte, azioni spettacolari e tanta tanta grinta e determinazione. Se fosse esistito il pareggio nel basket le due formazioni avrebbero meritato entrambe di portare qualcosa a casa. Invece Manfredonia porta a casa i due punti e l’olimpica porta a casa la convinzione che la strada è quella giusta, lavoro, concentrazione e grinta da vendere. Certamente la mala sorte ancora una volta ha inciso pesantemente sul risultato finale e, senza nulla togliere alla voglia dei ragazzi sipontini, regalare l’unico playmaker di ruolo (ancora un grave infortunio per Andrea Colapietro) e soprattutto Ciccio Teofilo all’inizio del quarto tempo (fuori per distorsione alla caviglia) ha sicuramente agevolato il compito dei padroni di casa. Ciononostante i gialloblu dell’Olimpica (tutti) offrono una grande prestazione di cuore e tecnica costringendo, appunto, gli avversari ad un doppio over time prima di capitolare. Già dai primi minuti si capisce che l’olimpica è in palla, per nulla intimorita dal caloroso pubblico locale, con un Teofilo consapevole del suo ruolo che porta per mano la propria squadra mettendo a referto dieci dei 21 punti prodotti nel primo quarto.

Manfredonia viene tenuta a bada con l’asfissiante marcatura sulle bocche di fuoco. Il secondo quarto segue la stessa scia del primo con Spud Truvillon che da sotto riesce a colpire tre volte consecutivamente e Barreiro inizia a scaldare la mano molto ben imbeccato da un Teofilo uomo squadra. Nel terzo periodo Manfredonia accelera Gramazio fa i numeri e continua a cercare efficaci penetrazioni e Bohanon vede meglio il ferro. L’olimpica è costretta a giocare senza Spud già gravato di 4 falli e i locali sorpassano gli ospiti 55 a 51 il finale. Di quello che è accaduto altre volte nemmeno l’ombra, l’Olimpica reagisce Barreiro continua ad attaccare il ferro e Spud rientrato nell’ultimo quarto tira giù rimbalzi su rimbalzi (saranno 29 alla fine). La gara si fa entusiasmante, nessuna delle due squadre molla di un centimetro è gara vera. Con l’ultimo canestro di Teofilo e i due liberi di Bohanon si va al supplementare sul 74 pari. Il primo tempo supplementare si apre con una bomba taglia gambe di Alvisi e con l’infortunio che mette fuori partita Teofilo. L’Olimpica si arrende? Manco per sogno! E quando Barreiro ad un minuto dalla fine mette una tripla dallo spogliatoio molti pensano che è fatta, invece Bohanon e Miller riportano in vantaggio l’Angel. Ma proprio quando tutto sembrava compromesso Barreiro affonda l’entrata e guadagna due tiri liberi allo scadere. Mano glaciale e ancora parità.

Ancora un tempo supplementare con l’Olimpica senza Teofilo e Colapietro per infortunio senza Vuovolo e De Giorgio fuori per falli. Manfredonia coglie il momento e quando Aliberti alza il braccio per infilare la tripla del più 4 il palascaloria esplode. Ma l’Olimpica ha ancora la carta Bacchini che infila una preziosissima tripla segnando sei punti consecutivi ma i liberi di Gramazio e Bohanon chiudono definitivamente una partita epica nella perfetta tradizione degli incontri tra queste due squadre. Dopo una prestazione del genere è ovvio che si rimane male per “il tabellone” ma la prova offerta dai ragazzi di Gesmundo da concrete speranze che quella auspicata svolta sia davvero arrivata. Purtroppo l’infermeria è sempre affollata e questo non aiuta tuttavia i segnali pervenuti sono buoni ora a caccia della continuità di gioco e complimenti alle due squadre per ciò che hanno offerto sul campo.

ANGEL MANFREDONIA 101 OLIMPICA FERTECH ECOLAV 95 DOPO DUE TEMPI SUPPLEMENTARI

17/21; 13/14; 25/16; 19/23; 27/21

Barreiro 28, De Giorgio 7, Teofilo 21, Truvillon 20, Bacchini 12, Okon 3, Vuovolo 4, Altamura, Mansi, Colapietro.

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