Le difficoltà in cui operano oggi numerose strutture sanitarie e le recenti voci, che non trovano alcuna conferma, su una possibile chiusura dell’Ospedale di Cerignola rischiano di alimentare un clima di terrore che già molti danni ha procurato alla nostra comunità. Proprio in quest’ottica e per far chiarezza l’Europarlamentare On. Elena Gentile e una delegazione di consiglieri comunali del centrosinistra capeggiata dal segretario Pd Tommaso Sgarro e Mario Rendine, hanno chiesto e ottenuto, nella mattinata di sabato 12 dicembre, un incontro con il personale impiegato nel nosocomio.

Non demagogia ne propaganda, piuttosto un momento di dialogo e riflessione in cui si sono affrontati i reali problemi che esistono. E di conseguenza le possibili strategie per trovare soluzioni nell’immediato e nel lungo periodo.

La carenza di personale medico affligge l’intera rete ospedaliera pugliese e non solo da anni costretta a fare i conti con le scelte di contenimento e razionalizzazione della spesa.

«Dal 31 dicembre 2015, grazie a quanto abbiamo fatto per tenere in ordine i conti – ha affermato durante il colloquio l’On. Elena Gentile -, la Puglia non sarà più in piano di rientro. Ma già a partire dal 2013 sono state messe a disposizione di tutte le ASL, compresa quella di Foggia, le prime autorizzazioni per l’espletamento dei concorsi. Ora è il tempo di accelerare i tempi delle procedure per cogliere anche rapidamente l’opportunità di ulteriore implementazione di personale che il governo ha deciso di ricomprendere nella Legge di Stabilità al vaglio del Parlamento. Quindi nessuna chiusura, ma la legittima aspettativa di operatori e cittadini che in questi anni, a partire dal 2005, hanno visto arricchirsi il presidio di ulteriori servizi e reparti.

Quest’ospedale – continua l’Europarlamentare – l’ho visto nascere tra mille difficoltà, dopo averne sbloccato da sindaco l’iter amministrativo per la realizzazione. Da amministratore regionale ne ho accompagnato la crescita, con l’attivazione dei reparti di rianimazione, oculistica, otorino, unita operativa di urologia, senologia, unità operativa di fibrosi cistica, fino all’elisoccorso e all’implementazione delle tecnologie per la radiologia. Nonostante le difficoltà la struttura ha retto in questi anni grazie soprattutto all’impegno di moltissimi operatori. Mi sembrano segnali forti, che vanno tutti nella stessa direzione. Ospedali da chiudere non ce ne sono più, tantomeno quelli di Cerignola, San Severo, Manfredonia, almeno che non si rifaccia un piano. Ora è il momento di far crescere le strutture esistenti, stabilizzando e assumendo nei settori sofferenti, anche perché con le strutture che vi sono la domanda di salute, in relazione ai parametri previsti, è soddisfatta. Abbiamo lavorato tanto in questi anni e oggi – chiosa e conclude Gentile -, fortunatamente, esiste la possibilità di bandire concorsi. Pertanto, chiedo alla direzione strategica di avviare tutte le procedure del caso, a cominciare proprio dall’urgenza sul fronte anestesisti. La direzione può, responsabilizzando l’ufficio personale, che ha rallentato oggettivamente le procedure, porre rimedio a tutto quanto».

Le criticità, come raccontano gli stessi dirigenti medici del Tatarella, riguardano innanzitutto gli anestesisti, settore nel quale non vi sono le unità necessarie per operare in tranquillità e per permettere alle chirurgie di programmare ed incrementare la propria attività.

«Non si può chiudere un ospedale che ha la rianimazione –  fa eco il Partito Democratico -. È una forzatura per creare panico, per fare propaganda, come ormai da troppo tempo accade. In quanto ai concorsi per assumere nuovo personale, penso all’anestesia, è la direzione strategica che deve attivarsi. E nel più breve tempo possibile. Siamo al procurato allarme. E’ grave usare l’Ospedale come arma di distrazione dagli evidenti problemi amministrativi di questa maggioranza – commenta il consigliere comunale Tommaso Sgarro -. La salute pubblica è cosa seria. Come serio, professionale e instancabile è il lavoro che ogni giorno gli operatori sanitari compiono per garantire tutti i servizi al meglio. In una città dove si è perso, purtroppo, il senso della misura e dei ruoli, è pericoloso lanciarsi in certi proclami, per giunta falsi, come la chiusura della struttura. Mai nessuno ha parlato di chiusura del nostro Ospedale, tantomeno il Commissario straordinario dell’ASL Foggia, il dott.Vito Piazzola. Non si capisce quindi da dove provengano queste voci se non dal delirio iconoclasta di certe stampa. La vera battaglia sarà quella per il potenziamento degli organici».