Sei mesi di amministrazione Metta, il primo semestre del “cambiamento”, giorni attesi e dipinti per 5 anni come momento di riscossa totale per una città sopita, devastata, occupata – così dicevano – dai dinosauri della politica. Cerignola da preda della vecchia politica a fortunata comunità alla quale veniva concessa la possibilità di cambiare, di voltare pagina. «Per farlo basta una matita», raccomandava Metta negli spot elettorali.

Dalla matita alla tela, il quadro cambia. E dall’etereo paesaggio impressionista si passa ad un impressionante immobilismo, ben occultato da iniziative spot frutto di un fare di facciata. Tra aiuole, rotonde e pulizie straordinarie i problemi reali della città passano in secondo piano.

Sono più di cinquanta i nuclei familiari (tutti cerignolani) che non hanno un tetto e vivono in location di fortuna (garage, autodemolizioni, parcheggi e autovetture). Nel solo 2015 alla redazione de lanotiziaweb.it sono giunte (tutte testimoniali) oltre 700 richieste di aiuto per problemi inerenti la mancanza di lavoro. «Parlatene, scrivete che non riusciamo neanche a comprarci il pane», lamentava una 34enne ragazza madre lo scorso settembre.

La crisi e le difficoltà non sono solo un fatto cerignolano e non sono colpa dell’amministrazione in carica. Purtroppo però esistono responsabilità rispetto a ritardi riguardanti misure in grado di arginare, laddove possibile, le difficoltà di decine e decine di cittadini. E anche un po’ di sobrietà. «Invece di realizzare rotonde a costo zero, mettevano insieme i soldi e creavano un fondo di aiuto per la gente bisognosa», commenta crudo Matteo, padre di due figli, senza lavoro, occupante di un seminterrato di 25 mq umido e senza riscaldamento in cui vive con la famiglia.

La coperta, si sa, è corta, e le casse degli enti pubblici sono vuote, soprattutto quando il denaro serve per dar sollievo alla povera gente. «E’ vero», però, «si poteva fare di più e meglio», ci dice un signora anziana del quartiere San Gioacchino. «Io ho conosciuto la fame, eravamo nove figli e mio padre morì giovane, quando io avevo solo 11 anni. Siamo andati avanti. Ci siamo riusciti, con i sacrifici. Oggi mancano proprio i sacrifici, della gente comune e di chi comanda».

  • Poverinoi

    La Chiesa: Quando si vedono le lunghe processioni…stracolme di preti, e monaci…xkè non aiutano loro la povera gente??? Non fanno niente se nè fregano…bastasse un loro movimento per cambiare tutto il sistema occupazione per i giovani e la povertà…ormai si sa, che come Sindaco abbiamo preso un’altra fregatura…della Città non gliene importa niente scrive cazzate su fb. Fa comizi senza una logica…5 anni buttati via…è noi cittadini pagheremo lui con tutta la sua giunta di incapaci.