Ha l’accento di Cerignola, la nuova frontiera della ricerca per neutralizzare attacchi bioterroristici, mediante l’utilizzo di armi chimiche e batteriologiche letali. La scoperta e la preparazione di un prodotto chimico ad hoc, è il frutto del lavoro di un pool di giovani ricercatori della Cerichem Srl – una piccola azienda di Cerignola, specializzata nella produzione di disinfettanti e sterilizzanti a freddo – i quali hanno concentrato l’attività di laboratorio sui procedimenti finalizzati a neutralizzare batteri e virus, in particolare l’antrace, altamente patogeni e dunque a potenziale uso bioterroristico.

“In molti – sottolinea l’amministratore di Cerichem Srl, Luigi Caiaffa – continuano a non credere nella possibilità di investire nel Mezzogiorno d’Italia. Dopo aver rilevato l’azienda – ricorda – erano in tanti a sostenere che non fosse una scelta oculata e che la società non avrebbe avuto vita facile. Invece, ci ho creduto fermamente ed ho investito su giovani cervelli, la vera risorsa del Sud. Ed ora, a pochi mesi di distanza dall’inizio della mia sfida, stiamo dimostrando che una piccola azienda del Meridione può ergersi a eccellenza nel quadro internazionale, offrendo un valido contributo e mettendo sul mercato un prodotto in grado di fronteggiare, con successo, anche la minaccia di un attacco batteriologico su vasta scala”.

I risultati ottenuti sono infatti eccezionali: la Cerichem Srl è giunta a preparare e produrre due efficacissimi composti a base di acido peracetico, denominati Pathoster: il primo, a più bassa concentrazione, appena lo 0,35%, in grado di mantenere la propria efficacia contro batteri e virus per più di due settimane; il secondo, a concentrazione leggermente più alta, 0,5%, che, dopo la sua ricostituzione, conserva la propria efficacia su spore di antrace e altri batteri altamente patogeni per quasi 4 settimane.

Il prodotto è stato testato e validato dal Centro di Referenza Nazionale per l’Antrace dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata. E gli straordinari risultati della ricerca sono stati presentati al recente Congresso Mondiale Bacillus ACT, svoltosi a New Delhi a fine ottobre di quest’anno, nel corso del quale è stato rilevato, tra l’altro, che 14 anni dopo gli episodi del 2001, gli attacchi bioterroristici sono una reale minaccia e che un gesto folle può essere replicato da chiunque. Dello stesso avviso il premier francese Manuel Valls, che in un discorso al Parlamento francese ha lanciato l’allarme a proposito del “rischio di attacchi con armi chimiche e batteriologiche“.

La Dottoressa Maria Rita Gismondo, Direttore del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Bioemergenze del “Polo universitario e Azienda ospedaliera Luigi Sacco” di Milano, ha inoltre spiegato in una intervista, che oggi c’è un allarme diffuso per tutti i possibili attacchi, che vanno dall’esplosivo al chimico, al biologico. Nello specifico, la dottoressa Gismondo si è soffermata sul pericolo biologico, sottolineando che un malato di Ebola può essere trasportato con un furgone o un aereo da una parte all’altra del mondo nel giro di 24 ore, prima che muoia o che mostri i sintomi, e che è molto più facile trasportare piccole quantità di batteri o virus rispetto ad armi o esplosivi. Basti pensare che, per infettare l’intera città di Boston – che ha una popolazione di circa 650 mila abitanti – è sufficiente mezzo cucchiaino di polvere di antrace.

“Abbiamo cominciato a lavorare in questo settore – aggiunge Caiaffa – quando ci siamo resi conto che pur essendoci sul mercato diversi prodotti in grado di neutralizzare batteri e virus altamente patogeni, non esisteva il “prodotto perfetto”. In genere si trattava infatti di sostanze che, per altro verso, possono avere dei riflessi negativi sulla salute dell’uomo, sull’ambiente o, ancora, particolarmente costosi da rendere improbabile il loro utilizzo su larga scala. I laboratori di ricerca della mia azienda si sono dunque concentrati sull’acido peracetico, una sostanza molto efficace sulle spore di antrace, ma il cui limite di utilizzo sta nel fatto che una volta ricostituito, il prodotto conserva la propria efficacia per un numero molto limitato di giorni, in genere meno di una settimana. Le nostre ricerche ci hanno consentito di superare tale limite estendendo la durata degli effetti dell’acido peracetico. Tengo a precisare che quando parlo di efficacia del nostro prodotto, intendo la completa distruzione dei batteri e dei virus, dopo un contatto di appena 5 minuti”.

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  • MAH!!

    Bundesgesundheitsblatt Gesundheitsforschung Gesundheitsschutz. 2005 Aug;48(8):939-50.
    [Efficient killing of anthrax spores using aqueous and alcoholic peracetic acid solutions].
    [Article in German]
    Nattermann H1, Becker S, Jacob D, Klee SR, Schwebke I, Appel B.
    Author information
    1Robert Koch-Institut, Berlin. nattermannH@rki.de
    Abstract
    We analysed the sporicidal effect of different concentrations of aqueous and alcoholic peracetic acid (PAA) solutions on anthrax spores in suspension and germ carrier tests. In activation of anthrax spores in suspension assays was achieved in less than 2 min using 1% PAA solution and in less than 3 min using 0.5% PAA solution, respectively. In contrast, in germ carrier as says, a test under practical conditions, spores on 38% of the germ carriers survived treatment with 1% PAA solution for 15 min. The use of PAA in 80% ethyl alcohol outclassed the sporicidal effect of aqueous PAA solutions in both suspension and germ carrier assays. Anthrax spores on 14% of germ carriers tested survived 30 min of treatment with a 1% aqueous PAA solution. In contrast anthrax spores were reliably inactivated under the same test procedure using a 1% alcoholic PAA solution for 30 min. The proven enhancement of the sporicidal effect of alcoholic PAA solutions should be kept in mind when using disinfectants in practice. In further surveys we will optimise the test conditions.