Una serata diversa per la città di Cerignola si è svolta ieri al Laboratorio Sociale ResUrb, con due cantautori che da diversi anni coniugano la ricerca musicale e i temi della stretta attualità con occhi attenti e riflessivi, in completa controtendenza con la rapidità e, a volte, leggerezza del pensiero moderno. Giancarlo Onorato, musicista, scrittore, pittore e produttore discografico, insieme a Cristiano Godano, poliedrico artista, storica voce e chitarra dei Malene Kuntz, hanno presentato il volume dal titolo “La Ricerca della Bellezza“; un viaggio attraverso idee, sentimenti e musica che s’incontrano e s’intrecciano nelle menti di due artisti tra i più significativi della scena alternativa italiana.

Moderati dal giornalista Leonardo Follieri, imbracciando ognuno una chitarra, hanno risposto alle sollecitazioni dell’intervistatore, intervallando l’intera kermesse con piccoli spezzoni acustici dei brani più significativi della propria carriera. Numerosi gli interrogativi e gli spunti di riflessione che le ‘due teste pensanti’, come vengono a più riprese definiti i protagonisti dalla critica nazionale, hanno messo in campo, partendo proprio da alcuni testi dei singoli più rappresentativi degli ospiti di giornata.

Più introspettivo e sentimentalista, Onorato ha coniugato nel tempo la vena lirica al wave, ricercando climi liberati da generi definiti, soprattutto il rock; e il processo che dal lontano 1977 ad oggi ha caratterizzato l’evoluzione artistica del cantautore, si legge perfettamente nelle esecuzioni che regala al pubblico: temi scomodi, parole mai banali accompagnate da una plettrata decisa ma pulita che segna la determinazione e dà convinzione al cantato. Romantico ma fuori dagli schemi convenzionali, Godano ha saputo fondere nel tempo la musica alternativa, di estrazione rock, alle sonorità indie e noise, utilizzando la metafora nei testi nel tentativo di alleggerire, ma non rendere mai banali, temi importanti specie per le giovani generazioni: così i riff più famosi dei successi del Marlene Kuntz (La canzone che scrivo per te, Lieve, Nuotando nell’aria, solo per citarne alcune, ndr.), eseguiti con la chitarra acustica, lasciano spazio e riflessione ai testi molto articolati e a una voce che emerge nei tratti più accesi dei brani.

La ricerca della bellezza, però, come confermano i protagonisti, passa attraverso la rivalutazione di alcuni modus che appartengono a qualche decennio fa, e in questo l’arte più in generale, e la stessa musica d’autore, non possono chiudere gli occhi; una società che, per dirla con Bauman, è sempre più «avvelenata dalla paura». Tra i principali temi, infatti, la crisi della discografia rappresenta uno degli snodi principali dell’intera serata. «E’ complesso oggi far musica rispetto a dieci o venti anni fa; anche produrre un nuovo album diventa difficile e i tempi di realizzazione e organizzazione mutano – afferma Godano. Infatti, agli inizi della carriera con i Marlene prima di un nuovo cd ci fermavamo per sei mesi o un anno, niente concerti o eventi perché ci dedicavamo anima e corpo al nuovo prodotto, magari senza lavorare per diversi mesi, con tutto quello che ciò comporta; ma lo facevi perché eri certo che, lavorando bene, avresti avuto un buon ritorno in termini di vendite dopo l’uscita. Oggi, appena vien fuori un nuovo lavoro, dopo un’ora è già scaricabile on line. Per questa ragione oggi si preparano nuovi album lavorando negli interstizi di tempo, tra un live e l’altro». Gli fa eco Onorato, che ricorda come il mondo della discografia sia oggi figlio della modernità: «Condivido in pieno quello che dice Cristiano e aggiungo, per quella che è stata la mia esperienza, che oggi un altro dei problemi del mondo musicale è la volatilità dei prodotti; anche noi, purtroppo, siamo stati travolti da quel vento di consumismo, di velocità di valutazione che non lascia più spazio alla necessaria riflessione che le arti, musica o pittura o qualsiasi altra forma, dovrebbero richiedere».

Si guarda al futuro cercando di migliorarsi ma, inevitabilmente, si finisce per essere sempre ancorati al passato, che è la guida per ogni buon artista. «Il cantautore, come dice la parola stessa, è un cantante che canta ciò che ha scritto; questo format – afferma Onorato, che sembra essere il passato, è inevitabilmente attuale, indispensabile per tutti quei giovani autori che si affacciano nel mondo musicale, e fondamentale anche per noi perché ci permette di mantenere salde le radici di una cultura che la modernità, nelle forme più estreme, rischia di distruggere». E la nostalgia, seppur velata, dei tempi passati accompagna le parole di Godano che sottolinea come l’approccio alle arti oggi, più che in passato, sia errato e distorto dalle nuove tecnologia: «Un tempo il cd, appena pubblicato, lo acquistavi, ci spendevi dei soldi e quindi prima di cestinarlo e dire “non lo reputo un buon prodotto” ci pensavi più volte, lo ascoltavi due o tre volte e poi cominciavi a giudicarlo. Oggi, con internet tutto è più fugace, meno attento, ascolti pochi passaggi del brano scaricato e magari lo cestini subito. La musica, come la intendiamo noi, è qualcosa di davvero importante, frutto di un grande lavoro; chi suona sa cosa c’è dietro la realizzazione di un brano, quanta fatica e quanti dubbi prima di dare un prodotto definitivo. Non si può cestinare in due minuti il frutto di un lavoro di mesi; questo purtroppo, col mondo di internet, sta diventando un mal costume sempre più diffuso. Noi, è bene che lo sappiate, non apparteniamo a quel mondo degli artisti che appena escono sul palco alzano la mano e salutano la città, del tipo “ciao Cerignola”… per questo non siamo pop».

Un primo evento, tra quelli più di cartello, davvero ben riuscito come fanno sapere i responsabili della struttura, soddisfatti sia per l’affluenza di pubblico, sia per la partecipazione attiva durante il dibattito; c’è capacità e voglia di cultura da parte dei giovani di Cerignola, e ieri sera se n’è avuta l’ennesima prova. Il prossimo appuntamento sarà domani sera, lunedì 28 dicembre, con ‘O Zulù dei 99 Posse.