Molti cittadini di Cerignola, alcuni dei quali proprio nel periodo delle festività natalizie, da diverse settimane si stanno imbattendo con strane raccomandate di accertamento del pagamento dell’ICI del 2010 sul proprio immobile. Premesso che nel 2010 l’ICI risultava un pagamento addebitabile solo a seconde case e non sulla prima abitazione, abbiamo provato a vederci chiaro e a fare un po’ di luce sull’accaduto. Tante le lettere che i residenti hanno ricevuto, inviate direttamente dal comune, e che si sono dovuti recare, presso gli uffici preposti, situati all’interno dell’ex plesso del Tribunale di Cerignola, con ricevute alla mano utili a dimostrare l’avvenuto pagamento per le seconde case e facendo notare, ai funzionari di sportello, che sulla prima casa, nel 2010, non era previsto il pagamento dell’ICI. Il dubbio è: perché un’amministrazione avvia pratiche di accertamento a pioggia, a quanto pare, senza una precisa organizzazione?

I contribuenti – Abbiamo ascoltato decine di persone incorse nella pratica di accertamento le quali, tutte, hanno fatto notare diverse incongruenze. La prima riguardava la confusione tra prima e seconda casa circa il pagamento o meno dell’ICI; in più, i costi per dimostrare che tutto è in regola, tra consultazioni dal proprio commercialista e ricerca ansiosa delle vecchie ricevute di pagamento per dimostrare, qualora si fosse possessori di seconde case, dell’avvenuto pagamento; infine, il timore e a tratti immaginabile spaesamento che ha avvolto le giornate a ridosso delle festività natalizie dei cittadini cerignolani. Il dubbio, per molti residenti, è quello di provare a sparare nel mucchio affinché qualcuno, sprovveduto, abbia smarrito la ricevuta del 2010 e, impossibilitato a dimostrare l’avvenuto pagamento, debba ripagare.

Diversamente, alcuni addetti ai lavori, da diverse settimane paventano scenari ancor più subdoli, dei quali però ovviamente vi sono solo supposizioni e non certezze. Infatti, queste richieste di pagamento potrebbero servire all’amministrazione comunale per l’iscrizione a bilancio di quote da riscuotere, all’interno delle “poste attive” (cioè l’attivo di bilancio), al fine di avere conti più positivi; ma in bilancio a norma di legge, da un po’ di tempo, non è più possibile utilizzare questa modalità, anche se si continua ad agire in questo modo in molte pubbliche amministrazioni poiché è complesso comprendere se ci sia un processo falsato nel bilancio. Perciò, coscienti che si tratti solo di supposizioni che ad oggi non trovano alcuna conferma, ci si chiede se gli amministratori abbiano tenuto conto di queste procedure. Sia Franco Metta, Sindaco tutto fare, che l’Assessore al Bilancio Anna Lisa Marino, non si sono pronunciati nonostante le vibranti proteste di molti cittadini, tanto presso gli uffici preposti quanto sui social.

La Politica – Dai tre principali gruppi presenti in Consiglio comunale giungono pareri e proposte differenti che, però, sembrano mirare, almeno in due casi, alla ricerca di una soluzione chiara e definitiva. E’ di ieri, infatti, l’interrogazione della Consigliera Annamaria Mirra, per l’opposizione di centro sinistra, indirizzata all’assessore al ramo, proprio sugli accertamenti TARSU e ICI del 2010. Stamane, invece, è stato il gruppo di maggiorana Capitanata Democratica ad inoltrare la richiesta immediata «al dott. Cannerozzi e l’assessore al ramo, dott.ssa Marino» per fare chiarezza sui «tributi non dovuti». Nessuna dichiarazione ufficiale è pervenuta dal Gruppo del Cambiamento.

  • mario

    dilettanti allo sbaraglio….siamo messi male, molto male….