Il consigliere comunale Tommaso Sgarro firma un comunicato stampa nel quale si torna a parlare di mensa scolastica e dell’ultimo Consiglio comunale del 2015. Il 29 dicembre scorso, autoconvocata per conto del centrosinistra, l’assise aveva approvato un emendamento di Cerignola Democratica che negava la possibilità per i futuri aggiudicatari del bando di servizio di possedere centri cottura in Zona industriale. La richiesta approvata non trova letterale riscontro nella Determina Dirigenziale n.5, sconfessando quanto stabilito dal Consiglio, con Sgarro che parla di ennesimo raggiro ai danni dei cittadini e della maggioranza stessa. Di seguito il testo integrale.

In una città dove si straparla troppo, dove a straparlare è anzitutto il primo cittadino, il silenzio può essere salutare. Non potendo partecipare all’ultimo consiglio comunale del 2015, quello del 29 Dicembre con ordine del giorno la questione “Mensa Scolastica”, ho preferito far parlare le mie ottime compagne e miei ottimi compagni di avventura del centrosinistra in questo periodo. Anche il Consiglio Comunale autoconvocato da noi si è rivelato l’ennesima farsa. A cominciare dalla richiesta di emendamento fatta dai consiglieri di parte della maggioranza, quella che fa riferimento a Capitanata Democratica, che in quella sede chiedevano di inserire nel bando il seguente provvedimento: «la Società partecipante……non deve possedere e/o utilizzare alcun centro di cottura nella Zona Industriale di Cerignola”, inderogabile requisito da possedere per la partecipazione al medesimo Bando di Gara». La richiesta approvata dal consiglio comunale, come si legge nella Determina Dirigenziale n.5 del 13/01/2016 è stata raggirata con l’inserimento di una dicitura differente: «il centro di produzione dei pasti non dovrà essere ubicato in zona industriale». Si badi bene, non il centro cottura come richiesto dall’emendamento di alcuni consiglieri di maggioranza, ma il “centro di produzione dei pasti”. L’ennesimo gioco delle tre carte. Adesso si prendono in giro all’interno della maggioranza stessa.

Un consiglio comunale che di fatto non è servito a nulla. Un consiglio comunale che è stato umiliato. Né c’è stata la sospensiva da noi richiesta sul servizio fino a spostamento delle cucine che oggi ancora sono in Zona Industriale. Né hanno avuto ragione i colleghi di maggioranza di Capitanata Democratica che si sono visti raggirati. Né c’è ombra della condivisa richiesta di rivedere il contributo per la mensa a favore delle famiglie bisognose. Insomma l’ennesimo impiccio. È possibile inserire in determina una cosa diversa da quella approvata dal consiglio comunale? Noi intanto prepariamo un bell’esposto alla Procura della Repubblica. In compenso dal consiglio comunale è emersa con chiarezza quale sarà l’azienda che si aggiudicherà il bando pubblico.

Tra cartelle pazze sull’ICI, mega stipendi ai dirigenti, le solite assegnazioni dirette, insulti alla minoranza, il nuovo anno è cominciato come il vecchio. Questa città proprio non ce la vuole fare a diventare una città normale. Cerignola giorno dopo giorno, intanto, sta prendendo atto del fallimento politico più veloce della storia per un’amministrazione. Dopo di essa solo altre macerie e una città più divisa.

  • Ninetto Davoli

    Giovanò ai tuoi mettl u diavlecch hai capito dove
    m è in difficoltà, mò avet’abbatt u firr